Domenica Divina Misericordia: mons. Moraglia (Venezia), “dobbiamo convertirci dai segni e dai simboli alla fiducia piena nel Signore”

“Dobbiamo convertirci nel nostro modo di credere: dai segni e dai simboli alla fiducia piena nel Signore. Oggi è la Domenica della Divina Misericordia, della fiducia in Dio. Alla fine della messa reciteremo la preghiera a San Rocco composta da San Giovanni XXIII e poi reciteremo la preghiera di San Giovanni Paolo II per la festa della Divina Misericordia”. È uno dei passaggi conclusivi dell’omelia del patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, che ieri ha celebrato la messa nella chiesa di San Rocco, cerimonia a porte chiuse e trasmessa in televisione e in streaming su Facebook, alla quale ha preso parte anche il sindaco Luigi Brugnaro, in rappresentanza della città.
Vissuto nel XIV secolo, San Rocco è venerato come intercessore per i malati di peste, e nel 1576 con voto solenne la Repubblica di Venezia lo ha dichiarato protettore contro la peste e compatrono della città. Nel commentare la Domenica della Divina Misericordia, Moraglia ha spiegato: “È una festa importante in cui si dice che per noi uomini l’attributo più significativo di Dio e la misericordia e allora ricordiamo che oggi è possibile ricevere l’indulgenza. La spiritualità della divina misericordia – ha ammonito – non è solo mettersi in ginocchio ma è perdonare gli altri; non è solo pregare, ma fare in modo che la nostra preghiera diventi incontro con gli altri; non è solo celebrare e adorare l’eucarestia ma è essere anime e comunità eucaristiche”. “San Rocco ci aiuti e ci protegga lui che a Venezia ha lasciato le sue spoglie mortali e a cui la nostra città da sempre è particolarmente legata”, ha concluso. Al termine della messa, come annunciato, il patriarca è uscito dalla chiesa e ha benedetto la città con la reliquia del santo.

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