Coronavirus Covid-19: Morsolin (esperto diritti umani), “in Colombia per lavoratori precari e sfollati è catastrofe umanitaria”

“È una catastrofe umanitaria, ci sono molte proteste per strada e in varie zone periferiche di Bogotá, perché a causa della pandemia è tutto chiuso. Ma 52 lavoratori su cento, qui nella capitale, sono informali, non hanno copertura sanitaria o pensione, vendono frutta per strada oppure riciclano cartone o metalli, in migliaia stanno oggi soffrendo la fame”. La testimonianza, dalla capitale della Colombia, arriva al Sir da Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani, osservatore internazionale e collaboratore dei Padri della Consolata, che racconta in dettaglio alcuni episodi: “Ho una piccola finestra che affaccia davanti alla strada di casa mia. Attraverso di essa passo tanti pacchi di riso, scatolette di tonno, latte, ma anche antibiotici per tosse. Vedo tante famiglie con bimbi piccoli, migranti che camminano giorni interi per ritornare in Venezuela. Sono fuggiti dal loro Paese, ma ora anche qui lo Stato abbandona i poveri al loro destino. Ci sono anche migliaia di famiglia indigene, sfollate per il conflitto armato e sociale, che cercano cibo, un intero popolo di esclusi, di scartati, come dice Papa Francesco”.
Tra le persone aiutate da Morsolin c’è, per esempio, Andrés, 5 anni, “fuggito con la famiglia dalla costa pacifica, da dove le mafie fanno partire navi piene di coca verso il Messico. È scappato con sandali e maglietta e cerca un maglione e un paio di scarpe nel freddo di Bogotá, che con i suoi 2.600 metri di altitudine ha un clima ben diverso rispetto alla calda e umida costa dell’Oceano”. Oppure c’è “Mariana, incinta al sesto mese, chiede soldi per prendere il bus e avvicinarsi al Venezuela, dopo essere stata vittima di xenofobia e razzismo”. Anche in Colombia, poi, regna “la logica perversa di garantire assistenza sanitaria solo alla classe media e alle classi ricche, mentre la maggioranza povera è totalmente abbandonata… Intanto i leader sociali continuano a essere assassinati anche durante la pandemia, le mafie non si fermano”.

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