Coronavirus Covid-19: mons. Leuzzi (Teramo), “le chiese possono essere chiuse, ma Cristo è vivo!”

“Le chiese possono essere chiuse, ma Cristo è vivo!”, questo il titolo del messaggio che mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo di Teramo-Atri, ha inviato a tutta la comunità diocesana assieme ad una preghiera da lui composta e le indicazioni relative al momento, per “comprendere la situazione storica nella quale siamo immersi”, invitandoli a leggere la parabola dei talenti, nel Vangelo di Matteo, nella quale si parla della partenza del padrone, un’assenza che stimola in modo diverso i suoi servi. “In questo momento la nostra comunità vive con grande sofferenza la chiusura della Chiese, il rinvio o la cancellazione di molte pastorali, o la difficoltà di poter stare insieme come popolo che loda Dio nelle liturgie”, scrive mons. Leuzzi che invita tutti a non interpretare questo momento storico come conseguenza della lontananza del padrone, “è partito ma non è asssente! Egli è partito per fare spazio ai suoi servi. Ma l’uomo vuole crescere o restare chiuso nella sua naturalità?”. La realtà storica non è contro l’uomo ma gli offre “la possibilità di essere di più sforzandosi di comprendere il momento e imparando a gestirlo con sapienza e ragione”, sono le parole del vescovo di Teramo-Atri che aggiunge: “Si possono chiudere le chiese o ridurre i posti nelle chiese, ma la nuova creazione sarà sempre presente nella storia. Il padrone è partito, ma è vivo!”. Per mons. Leuzzi anche i problemi sanitari possono essere superati, “solo se saremo disponibili a costruire la globalizzazione con la certezza che essa non è un caso o una necessità, ma un dono per essere di più”. Il vescovo di Teramo-Atri ripropone inoltre le disposizioni nazionali in materia di coronavirus Covid-19, ricordando che le chiese saranno aperte ma invitando tutta la diocesi a ricordare alle persone anziane affette da patologie che possono creare complicanze, che possono seguire in televisione la messa e le altre funzioni religiose del periodo di Quaresima. Inoltre, si riduce ai soli parenti stretti per la partecipazione ai funerali e le condoglianze espresse attraverso gesti senza abbracci. Catechismo e attività pastorali che comportano assembramenti sono sospesi in concomitanza con le disposizioni sulla scuola, restano in vigore le disposizioni già emanate per evitare lo scambio della pace, acquasantiere vuote e comunione sulle mani.

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