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Papa Francesco: Querida Amazonia, sfruttamento è “ingiustizia e crimine”. No a “colonialismo”, “indignarsi” per “passato vergognoso”

foto SIR/Marco Calvarese

“Alle operazioni economiche, nazionali e internazionali, che danneggiano l’Amazzonia e non rispettano il diritto dei popoli originari al territorio e alla sua demarcazione, all’autodeterminazione e al previo consenso, occorre dare il nome che a loro spetta: ingiustizia e crimine”. Lo scrive il Papa, nell’esortazione apostolica post-sinodale “Querida Amazonia”, pubblicata oggi, in cui Francesco ricorda che “dagli ultimi decenni del secolo scorso l’Amazzonia è stata presentata come un enorme spazio vuoto da occupare, come una ricchezza grezza da elaborare, come un’immensità selvaggia da addomesticare”, ignorando “i diritti dei popoli originari, come se non esistessero, o come se le terre in cui abitano non appartenessero a loro”. “Quando alcune aziende assetate di facili guadagni si appropriano dei terreni e arrivano a privatizzare perfino l’acqua potabile, o quando le autorità danno il via libera alle industrie del legname, a progetti minerari o petroliferi e ad altre attività che devastano le foreste e inquinano l’ambiente, si trasformano indebitamente i rapporti economici e diventano uno strumento che uccide”, il monito del Papa: “È abituale ricorrere a mezzi estranei ad ogni etica, come sanzionare le proteste e addirittura togliere la vita agli indigeni che si oppongono ai progetti, provocare intenzionalmente incendi nelle foreste, o corrompere politici e gli stessi indigeni”. Tutto ciò, denuncia ancora Francesco, “è accompagnato da gravi violazioni dei diritti umani e da nuove schiavitù che colpiscono specialmente le donne, dalla peste del narcotraffico che cerca di sottomettere gli indigeni, o dalla tratta di persone che approfitta di coloro che sono stati scacciati dal loro contesto culturale”. “Non possiamo permettere che la globalizzazione diventi un nuovo tipo di colonialismo”, l’appello del Papa, secondo il quale “bisogna indignarsi” per “un passato vergognoso”.

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