Commissione Ue: settima edizione del “Premio Ue per le donne innovatrici” e nuova “strategia sulla parità di genere nel mondo digitale”

“La scienza è una disciplina collaborativa, ma è rallentata da un divario di genere”: Antonio Guterres, segretario generale Onu, ha lanciato ieri un appello a favore di una maggiore presenza delle donne nell’ambito scientifico. A 25 anni dalla dichiarazione di Pechino, secondo Guterres “bisogna dare nuova urgenza alla promozione dell’accesso di donne e ragazze alla formazione e occupazione scientifica”. In Europa in particolare, sono donne il 60% di coloro che ottengono una laurea, ma solo il 41% di scienziati e ingegneri dell’Ue sono donne (dati 2017). Su scala mondiale, il 31% dei ricercatori è donna. Il gap è ancora più ampio nel settore tecnologico e nell’intelligenza artificiale. In questa giornata internazionale per le donne nella scienza, la Commissione Ue ha lanciato la settima edizione del “Premio Ue per le donne innovatrici”. Finanziato dal programma Horizon 2020, premierà tre donne, ciascuna con 100mila euro più un premio di 50mila euro a una “innovatrice emergente”. “Longevi pregiudizi e stereotipi di genere, nonché la mancanza di modelli di ruolo evidenti, continuano ad allontanare le ragazze e le donne dalle carriere legate alla scienza e alla tecnologia”, ha rimarcato la commissaria per l’innovazione e la ricerca Mariya Gabriel; con il premio si vuole “dare visibilità” oltre che sostegno. La Commissione Ue sta anche lavorando a una “strategia sulla parità di genere nel mondo digitale”, ha annunciato la commissaria per l’uguaglianza di genere Helena Dalli.

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