Eurostat: studenti-lavoratori, gli olandesi i più “attivi”. Nord Europa avanti, sud e est in ritardo, Italia compresa

Nel 2020, nell’Ue, 9 persone su 10 di età compresa tra 15 e 19 anni erano ancora in formazione (89,5%). Ma più cresce la fascia di età, minore è la percentuale di giovani in formazione: il 49,5% delle persone di età compresa tra 20 e 24 anni, il 14,4% delle persone di età compresa tra 25 e 29 anni e il 4,8% di quelle di età compresa tra 30 e 34 anni erano in formazione nel 2020. Lo attesta uno studio piuttosto articolato presentato oggi da Eurostat. “Il ritmo della transizione dalla scuola al mercato del lavoro varia tra gli Stati membri dell’Unione, a causa dell’influenza dei sistemi nazionali di istruzione e formazione, nonché di altri fattori, tra cui le caratteristiche del mercato del lavoro nazionale e le determinanti culturali. In alcuni Paesi, i giovani iniziano a lavorare molto prima che in altri, ad esempio sotto forma di lavori per studenti o tirocini retribuiti”.
Nel 2020, il 18,4% delle persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni nell’Ue era iscritto all’istruzione e allo stesso tempo impiegato professionalmente, mentre il 2,5% della stessa fascia di età era iscritto ma disoccupato, in cerca di un lavoro mentre studiava. “Rispetto al 2019, il numero di persone di età compresa tra i 15 e i 24 anni che erano in formazione e occupate allo stesso tempo è diminuito del 3% (da 6,1 milioni nel 2019 a 5,9 milioni nel 2020). Nel frattempo, il numero di persone di età compresa tra 15 e 24 anni in formazione e disoccupate allo stesso tempo è aumentato del 16% (da 0,7 milioni nel 2019 a 0,8 milioni nel 2020)”.
Tra gli Stati membri dell’Ue, i Paesi Bassi hanno registrato la quota più elevata di alunni e studenti di età compresa tra 15 e 24 anni che erano occupati mentre erano ancora in formazione nel 2020 (57,8%), seguiti da Danimarca (45,8%), Germania (38,7%) e Austria (35,2 %). Al contrario, le quote più basse di occupazione tra alunni e studenti di età compresa tra 15 e 24 anni sono state riscontrate in Croazia e Ungheria (entrambe 3,3%), Italia (3,0%), Slovacchia e Romania (entrambe 2,5%). “La percentuale più alta di alunni e studenti di età compresa tra 15 e 24 anni che erano disoccupati (nel senso che erano in cerca di un lavoro e pronti a iniziare a lavorare mentre studiavano) è stata registrata in Svezia (12,1%), seguita dalla Finlandia (9,5%), dalla Danimarca e Paesi Bassi (entrambi 6,3%). D’altro canto, in Slovenia, Italia, Romania, Cechia e Croazia, meno dell’1% degli alunni e degli studenti di quella fascia d’età risultava ufficialmente disoccupato”, non cercando lavoro.

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