Coronavirus Covid-19: Brasile, a Óbidos si teme la terza ondata. Il vescovo Bahlmann al Sir, “la nave ospedale Papa Francesco riparte l’8 marzo”

“La nave ospedale ‘Papa Francesco – San Giovanni Paolo II’ tornerà a muoversi nel bacino del Rio delle Amazzoni a partire dal prossimo 8 marzo”. Lo annuncia al Sir dom Bernardo Johannes Bahlmann, vescovo di Óbidos, città sul Rio delle Amazzoni, in seguito al contagio subito da numerosi membri dell’equipaggio, tra cui frei Joel Sousa, il francescano responsabile della nave, che è stato ricoverato nell’ospedale di Juriti. Altri sette componenti dell’equipaggio hanno avuto bisogno delle cure ospedaliere, e la situazione appare non facile. “Sì, continuiamo a essere preoccupati, alcuni sono ancora ricoverati, in varie località. Purtroppo nell’ospedale Sant’Antonio è deceduta una persona che lavorava in amministrazione. Frei Joel sta recuperando nell’ospedale di Juruti, e un altro francescano, frei Mariano è in coma indotto, nell’ospedale universitario di Bragança Paulista nello Stato di San Paolo”.
Prosegue il vescovo: “Senza dubbio, a Óbidos la seconda ondata è stata ben peggiore della prima, in poco tempo il virus si è rivelato più aggressivo e fatale, anche se in questo momento la situazione è migliore di due settimane fa, quando eravamo al picco. Ora siamo in lockdown e c’è un maggior distanziamento sociale, anche se non sempre la gente è effettivamente disciplinata. In ogni caso, i 16 letti di Óbidos sono tutti occupati, molti malati sono ricoverati a Santarém e a Itaituba, e di conseguenza la situazione resta molto critica. Temiamo l’arrivo di una terza ondata. Molto dipenderà dal nostro comportamento e dai vaccini. È necessario continuare a essere coscienti che la pandemia non è superata, abbiamo bisogno di disciplina e comportamento, di rispettare le norme preventive e di distanziamento, noi stiamo facendo di tutto per pensare positivo. Resta un forte disagio psicologico, emozionale, spirituale ed economico, è importante restare ottimisti”.
Dom Balhmann racconta quello che in tale frangente sta facendo la Chiesa locale: “La nostra prima preoccupazione è la salute, a partire dagli ospedali di Juruti e Óbidos, oltre alla nave ospedale. Continua la distribuzione di cestini d’alimenti e materiale d’igiene, nelle varie parrocchie ci sono molte azioni di solidarietà, abbiamo distribuito 35 tonnellate di alimenti a livello diocesano. Poi c’è una pastorale d’ascolto, che stiamo cercando di sviluppare il più possibile, con persone che hanno bisogno di parlare, con orientamento spirituale, emozionale e psicologico, portato avanti da preti, laici, psicologi. Da poco è partito il progetto Alleanza di solidarietà, in sinergia con il Municipio la società civile, le ong. Stiamo facendo una mappatura, ed emerge che nel nostro territorio la disoccupazione è al 30%, e la povertà al 50%”.

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