Sarà il parroco di Santa Maria in Trastevere, mons. Marco Gnavi a presiedere, domani alle 18,30 la veglia di preghiera “Morire di Speranza” promossa dalla Comunità di Sant’Egidio insieme ad altre associazioni impegnate nell’accoglienza e nell’integrazione delle persone fuggite da guerre o da situazioni insostenibili nei loro Paesi (Acli, Acse, Caritas Italiana, Centro Astalli, Comunità Papa Giovanni XXIII, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Scalabrini International Migration Network). Durante la veglia, nella Basilica di Santa Maria in Trastevere e in piazza, verranno ricordate le 77mila persone, tra morti accertate e dispersi, che hanno perso la vita dal 1990 a oggi nel mare Mediterraneo o nelle altre rotte, via terra, dell’immigrazione verso l’Europa. Negli ultimi cinque anni il 28,8% è rappresentato da donne e bambini. E’ da sottolineare inoltre che, nonostante si sia assistito negli ultimi anni ad una diminuzione degli arrivi, la percentuale delle vittime è invece aumentato, una ogni 47 tentativi di attraversare il Mediterraneo o l’Atlantico, secondo i calcoli dell’OIM, scrive la Comunità di Sant’Egidio in una nota. Una tragedia dai costi umani “elevatissimi che deve scuotere la coscienza dell’Europa e spingerla a ripristinare missioni di salvataggio in mare e aprire vie legali e sicure, sul modello dei corridoi umanitari, come ha invocato recentemente, con parole forti e chiare, anche Leone XIV nella sua visita alle Canarie”. Verranno ricordati alcuni nomi delle persone scomparse e accese candele in loro memoria. Nella basilica e in piazza, attraverso un maxischermo, parteciperanno numerosi immigrati di diversa origine, alcuni dei quali venuti in Italia con i corridoi umanitari, e saranno presenti anche familiari e amici di chi ha perso la vita in mare.