Card. Camillo Ruini: card. Betori, “il fondamento della sua persona è stata senza alcun dubbio la fede”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Per ricordare il card. Camillo Ruini ritengo doveroso partire dal fondamento, ovvero dal cuore, perché è da lì che si può comprendere il segreto di una persona. Il cuore, il fondamento della persona e dell’opera del card. Ruini, è stata senza alcun dubbio la fede. Non gli rende merito chi ne esalta o addirittura riduce tutto alla sua presenza nella scena politica del Paese”. Lo scrive il card. Giuseppe Betori, arcivescovo emerito di Firenze, in un ricordo affidato al Sir. Per il porporato la fede di Ruini era “integrale e quindi ritenuta in grado di dare senso pieno a ogni dimensione dell’esistenza, personale e sociale”, ma anche “sempre una fede pensata”, quella di un teologo “che metteva il suo pensiero a servizio della Chiesa” nella “ricerca dell’impatto della verità con la storia”. L’insieme degli interventi di Ruini tendeva a dare corpo a un “progetto culturale”: “la convinzione che il Vangelo possedesse una forza illuminante per la cultura di un popolo e che quindi fosse dovere dei credenti mostrare come, a partire dal Vangelo, potesse scaturire un modello di vita buona per tutti”. Il card. Betori ricorda anche lo “spessore umano” del cardinale, fatto di “profonde amicizie e attenzione alle persone”, e cita un episodio personale: alla vigilia del Convegno ecclesiale di Verona, dovendo affrontare un intervento chirurgico, Ruini lo rassicurò con queste parole: “Non ti preoccupare don Giuseppe, ti sostituisco io”. “La più preziosa lezione di umanità – scrive Betori – è questa: rassicurandomi, si faceva lui personalmente carico di tutto”.

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