Diocesi: mons. Testore (Acqui), “leggere i segni della nuova epoca che il mondo si appresta a vivere e saper trovare il modo in cui servirla come cristiani”

“Le sfide poste di fronte alla comunità cristiana di oggi sono davvero importanti, perché occorre leggere i segni della nuova epoca che il mondo si appresta a vivere e saper trovare il modo in cui servirla come cristiani”. Lo ha affermato il vescovo di Acqui, mons. Luigi Testore, in occasione della solennità di San Guido, patrono della diocesi e della città di Acqui Terme.
Nell’omelia, il presule fa ricordato che “per comune testimonianza san Guido è considerato un grande riformatore, capace di interpretare il suo tempo e di provvedere con scelte adeguate alle esigenze di assistenza e formazione della popolazione”. “Da qui – ha spiegato – l’esigenza di moltiplicare le pievi. In un’epoca in cui non c’erano ancora le parrocchie, la presenza delle pievi sul territorio permetteva di avvicinarsi alla gente che abitava nelle campagne e di offrire loro punti di riferimento stabili per la celebrazione dei sacramenti e la formazione cristiana”. E se ai tempi di san Guido “ci si domandava come riuscire ad evangelizzare la gente della campagna che rischiava di rimanere molto isolata”, “oggi – ha evidenziato mons. Testore – dobbiamo chiederci come annunciare il Vangelo in un territorio con grandi e secolari tradizioni cristiane, ma che ha molto bisogno di riscoprire il significato della propria scelta”. “Ad esempio – ha evidenziato – oggi ci dobbiamo domandare come superare la struttura strettamente parrocchiale che rischia di svilire la nostra capacità di essere una comunità cristiana aperta, accogliente e missionaria. Dobbiamo però, come ai tempi di san Guido, domandarci anche come non abbandonare i luoghi più lontani e le comunità più piccole. Come al tempo stesso far sì che la città e gli altri centri maggiori della diocesi possano diventare punti di riferimento per la formazione, per la pastorale giovanile, come luoghi propulsivi della vita ecclesiale”. Ricordando che “Chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà” (2Cor 9,6), il vescovo ha concluso: “Chiediamo alla intercessione di san Guido questa larghezza di cuore che permetta alla nostra Chiesa di servire con gioia sia nell’assistere chi è più debole, sia nell’essere missionaria e nella capacità di annunciare il Vangelo”.

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