Papa in Spagna: Veglia a Barcellona, “idolatria del profitto e culto dell’immagine sono anestetici”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Nelle nostre società, l’idolatria del profitto e del rendimento, la frenesia di dover sempre produrre ed essere vincitori, così come il culto della propria immagine, non sono altro che anestetici per addormentare la nostra coscienza e adattarla a una certa idea di società”. A denunciarlo è stato il Papa, dialogando con i giovani durante la veglia allo stadio olimpico Lluís Companys di Barcellona. “Quando le persone imparano a fermarsi, a dare valore alle cose importanti, ad apprezzare il tempo in modo nuovo e a riflettere sulla propria vita lasciandosi illuminare dal Vangelo, sviluppano anche un pensiero critico nei confronti di un sistema sociale che non pone la persona al centro e provoca situazioni di ingiustizia e di povertà esistenziali a diversi livelli”, la tesi di Leone XIV, che sulla scorta di Agostino ha esortato i giovani a “coltivare la sana inquietudine”, che “fa paura, così come la scoperta dell’interiorità, della spiritualità e ancor più del Vangelo”. “Dobbiamo coltivare questa inquietudine e farle spazio”, l’invito: “cercare dentro di noi, cercando di non lasciarci sopraffare dai ritmi e dalle seduzioni esterne, coltivando momenti di silenzio, fermandoci magari qualche minuto al giorno per leggere il Vangelo e parlare con Dio, e cercando anche di percorrere questo cammino interiore insieme ad altri, lasciandoci accompagnare negli itinerari ecclesiali e confrontandoci con i sacerdoti, i religiosi, le persone che come noi hanno intrapreso questo cammino”.

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