Le famiglie, le bambine e i bambini dello Stato di Jonglei, nella parte orientale del Sud Sudan, sopravvivono nutrendosi di foglie e ninfee mentre in alcune zone del Paese la fame sta raggiungendo condizioni di carestia dopo tre mesi di violenze. E’ l’allarme lanciato oggi da Save the Children. Molte famiglie, a Jonglei, sono rimaste senza servizi essenziali e salvavita da quando l’escalation di violenza registrata a marzo ha provocato la sospensione degli aiuti in alcune aree del Paese e in seguito all’ordine impartito dal governo alle agenzie umanitarie di evacuare, provocando sfollamenti di massa. Save the children ha sospeso le sue operazioni umanitarie ad Akobo East – un rifugio per le persone in fuga dalla violenza in tutto lo Stato di Jonglei – e ha trasferito il personale a causa dell’aumento della violenza. Questa situazione è conseguente a una sospensione simile avvenuta a febbraio a Walgak, nello Jonglei, dopo che bande armate hanno saccheggiato e vandalizzato un ufficio di Save the children, distrutto un centro sanitario e sottratto tre veicoli dell’organizzazione. L’organizzazione ha riferito che migliaia di bambini non frequentano più la scuola, mentre altri sono esposti al lavoro minorile o al matrimonio precoce mentre le famiglie lottano per sopravvivere. Nelle zone in cui le scuole rimangono accessibili, alcuni bambini hanno smesso di frequentarle perché troppo deboli a causa della fame. Quattro contee, tra cui Nyirol e Akobo nello stato di Jonglei, sono a rischio di carestia. Oltre 7,8 milioni di persone – ovvero sei su dieci in Sud Sudan – stanno affrontando una grave insicurezza alimentare. Circa 2,2 milioni di bambini sotto i cinque anni necessitano di cure per la malnutrizione acuta – un aumento di circa 90 mila casi rispetto all’analisi precedente. Quasi 700 mila bambini soffrono di malnutrizione acuta grave – la forma più letale che richiede cure mediche urgenti e trattamenti specializzati. Gli operatori sanitari hanno segnalato l’arrivo nei centri nutrizionali di bambini gravemente malnutriti dopo essere sopravvissuti per settimane a base di porridge annacquato o di una miscela di sale e farina. Save the children invita tutte le parti in conflitto a “dare priorità alla protezione dei civili, a rispettare il diritto internazionale umanitario e a garantire un accesso umanitario sicuro, sostenuto e senza ostacoli alle comunità già colpite”.