Terra Santa: Ielpo (Custode), “Essere italiani a Gerusalemme ci aiuta a ricordare i valori alla base della convivenza civile”

(Foto Cts)

“Essere italiani a Gerusalemme, in questo tempo così complesso per la Terra Santa, ci aiuta a ricordare alcuni valori che stanno alla base della convivenza civile: il rispetto della dignità di ogni persona, la solidarietà, la partecipazione al bene comune, la ricerca della pace e della giustizia”. Lo ha affermato il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, celebrando, il 7 giugno a Gerusalemme, la messa per la Festa della Repubblica Italiana, appuntamento che si inserisce in una tradizione più ampia della Custodia di Terra Santa, che ogni anno prega in modo particolare per le quattro nazioni cattoliche – Italia, Francia, Spagna e Belgio – che nel corso della storia hanno sostenuto e protetto le comunità cristiane della regione. Richiamando il significato della ricorrenza, il Custode ha sottolineato che “la Repubblica è nata dalle macerie di una guerra devastante. I nostri padri e le nostre madri hanno saputo ricostruire il Paese non partendo dalla vendetta o dall’esclusione, ma dalla convinzione che fosse possibile edificare insieme una società più giusta, più libera e più umana. Qui a Gerusalemme, città amata da Dio e ferita dalle divisioni degli uomini, questa parola evangelica assume un significato ancora più forte. La pace – ha affermato padre Ielpo – non nascerà dall’esclusione reciproca, ma dalla capacità di riconoscere nell’altro una persona, una storia, una possibilità. La pace nasce quando qualcuno trova il coraggio di fare il primo passo, come Gesù che si avvicina a Matteo”. Alla celebrazione hanno preso parte il Console Generale d’Italia a Gerusalemme, Domenico Bellato, insieme ad alcuni membri dello staff del Consolato italiano, numerosi connazionali residenti e lavoratori a Gerusalemme e diversi religiosi italiani presenti in Terra Santa.

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