Messico: Coppa del mondo Fifa. Appello di Amnesty international, “proteggere e ascoltare le ‘donne cercatrici’ dei loro cari desaparecidos”

“Bisogna proteggere e ascoltare i collettivi di donne cercatrici che pianificano una protesta pacifica per coincidere con la partita inaugurale della Coppa del Mondo Fifa 2026 nello stadio di Città del Messico”. Lo ha dichiarato Amnesty International in occasione dell’atto inaugurale del torneo l’11 giugno. Si prevede la partecipazione di migliaia di persone alla marcia nella capitale del Paese, organizzata da donne come omaggio ai propri cari scomparsi, molti dei quali reclutati con la forza dai cartelli della droga o uccisi per essersi opposti. Amnesty International agirà come entità osservatrice durante la protesta. Al 25 maggio 2026, il Registro nazionale delle persone scomparse aveva contabilizzato 134.460 persone di cui non si conosce la sorte, in tutto il Messico. Fa notare Amnesty International: “Con poco supporto da parte delle autorità, le donne che cercano verità, giustizia e riparazione si sono viste obbligate a cercare i propri cari da sole, colmando i vuoti che rimangono quando coloro che sono al potere guardano dall’altra parte. Ora le donne, il cui motto è ‘Che non si giochi con il nostro dolore’, reclamano giustizia per i loro cari, più sicurezza e che le autorità accettino l’aiuto di altri paesi per collaborare alla loro ricerca”.

“Quando decine di milioni di persone in tutto il mondo si preparano a sintonizzarsi su quella che la Fifa qualifica come la ‘più grande cerimonia inaugurale del pianeta’, in Messico, migliaia di donne coraggiose coglieranno l’opportunità per scendere in strada e ricordare al mondo che i loro cari rimangono in un luogo sconosciuto e che la loro ricerca continua”, ha affermato Edith Olivares Ferreto, direttrice esecutiva di Amnesty International Messico. Sebbene le autorità abbiano dato il via libera alla marcia, le cercatrici vengono attaccate, insultate, screditate e persino criminalizzate ogni giorno per aver difeso i diritti umani in Messico, la denuncia dell’ong.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi