“La basilica di San Michele Maggiore di Pavia: ricerca, restauro, innovazione per un patrimonio europeo” è il tema della conferenza stampa che si terrà giovedì 11 giugno, alle ore 11, nella Sala Caduti di Nassirya a Piazza Madama, a Roma, convocata su iniziativa di Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato della Repubblica, con la collaborazione dell’Associazione Il Bel San Michele, la parrocchia di San Michele Maggiore di Pavia, A7design Studio associato, l’Università di Pavia Dipartimento Ingegneria civile Architettura, il Politecnico di Milano Dipartimento Abc, l’Università degli studi dell’Insubria Dipartimento Scienze umane e dell’innovazione per il territorio.
La basilica di San Michele Maggiore, la più prestigiosa tra le diverse chiese dedicate in città all’Arcangelo caro alla spiritualità longobarda, ne fu per molto tempo il centro simbolico, politico, religioso. Fondata forse nel V secolo e frequentata dalla monarchia longobarda, la basilica dall’età carolingia divenne sede delle incoronazioni dei re d’Italia.
Agli inizi del secolo XII si ricostruì in pietra l’antica basilica. Si tratta dell’edificio oggi esistente, perla dell’architettura romanica europea, visitata da oltre centomila turisti e pellegrini ogni anno. Nell’attuale basilica fu celebrata il 17 aprile 1155 l’incoronazione di Federico Barbarossa a Re d’Italia. Sottolinea Saverio Lomartire dell’Università dell’Insubria: “La dignità di basilica regia è resa manifesta innanzitutto dall’adozione della pietra quale materiale costruttivo caratterizzante le intere compagini esterne e buona parte di quelle interne”. Questa stessa pietra è oggi il principale fattore di vulnerabilità del monumento. “La facciata principale, in particolare, rappresenta un unicum nel panorama italiano ed europeo, per l’intreccio dei valori cristiani con la vita dei popoli, che la rendono straordinario veicolo di comunicazione culturale”. spiega il presidente dell’Associazione Il Bel San Michele Vittorio Vaccari.
Ciò che viene presentato in conferenza stampa è la costruzione del “Sistema San Michele”: un modello integrato di ricerca, innovazione e recupero, nel quale la basilica non è soltanto l’oggetto dell’intervento, ma il laboratorio attivo di una sperimentazione multidisciplinare a tutto campo per restituire un monumento alla comunità a cui appartiene che lo riconosce come parte costitutiva della propria identità tramandandone il significato nel tempo. Un sistema virtuoso, capace di ripartire dalle radici per generare il futuro della comunità, come il suggerisce il nome del progetto che sarà presentato, il “Progetto Ascanio”.
Marco Morandotti dell’Università di Pavia ricorda che il “Progetto Ascanio” chiarisce che “il patrimonio è un carico da trasmettere, non un archivio da custodire”.
Conclude Vittorio Vaccari: “In sintesi, la proposta è che la Basilica di San Michele in Pavia si possa configurare come laboratorio di confronto culturale, di ricerca e di sperimentazione, capace di contribuire, a livello nazionale e oltre, ad evitare la perdita, per le generazioni future, della bellezza e delle espressioni artistiche, da noi ricevute come eredità”.