Oggi, la Conferenza episcopale delle Filippine ha esortato le diocesi a organizzare preghiere speciali e raccolte fondi per le comunità devastate dal potente terremoto che ha colpito il sud del Paese. Secondo quanto riporta la Conferenza episcopale in un comunicato diffuso oggi, i funzionari governativi preposti alla gestione delle emergenze, hanno affermato che il bilancio delle vittime è salito a 39, con oltre 400 feriti e quattro dispersi, mentre le operazioni di ricerca e soccorso continuano. Secondo il consiglio governativo per la gestione del rischio di disastri, nella regione di Soccsksargen si sono registrati 33 morti e 456 feriti, mentre nella regione di Davao si contano quattro morti e 23 feriti.
L’arcivescovo Gilbert Garcera, presidente della Conferenza episcopale, ha invitato le diocesi e le comunità religiose a includere intenzioni speciali durante le Messe di domenica per le vittime del terremoto e per i soccorritori. Ha inoltre incoraggiato i vescovi ad autorizzare una seconda colletta durante le Messe del 14 giugno per sostenere gli sforzi di soccorso e ricostruzione nelle zone colpite. “Il ricavato di questa colletta potrà essere devoluto tramite i centri di azione sociale diocesani e Caritas Filippine per sostenere gli sforzi di soccorso e ricostruzione a favore dei nostri fratelli e sorelle colpiti”, ha dichiarato nel comunicato.
Il capo dei vescovi cattolici filippini ha espresso “profondo dolore e solidarietà” alle famiglie colpite dal terremoto nella provincia di Sarangani e altre zone di Mindanao l’8 giugno. “Ci uniamo al dolore delle famiglie che hanno perso i propri cari, preghiamo per la pronta guarigione dei feriti e siamo in comunione spirituale con tutti coloro che sono stati sfollati dalle loro case e dai loro mezzi di sussistenza”, ha affermato Garcera. Ha aggiunto che la Chiesa è chiamata ad essere “segno di speranza e testimonianza di carità”, esortando i cattolici a rispondere generosamente mentre proseguono gli sforzi di ricostruzione nelle comunità devastate. “Come un’unica famiglia in Cristo, non possiamo rimanere indifferenti alla sofferenza dei nostri fratelli e sorelle. Il loro dolore è il nostro dolore; la loro perdita è la nostra perdita”, ha affermato.