Smart glasses: i Garanti europei chiedono più tutele contro le registrazioni all’insaputa delle persone

Maggiori garanzie per proteggere la privacy e i diritti fondamentali nell’utilizzo degli occhiali intelligenti, dispositivi dotati di telecamere, microfoni e sistemi di intelligenza artificiale. A chiederle è il Comitato europeo per la protezione dei dati (Edpb), con una dichiarazione adottata dalle Autorità europee per la privacy, tra cui il Garante italiano, al termine della riunione plenaria del 14 ottobre. Gli smart glasses offrono nuove opportunità, dalle traduzioni in tempo reale all’assistenza alle persone con disabilità, ma possono consentire registrazioni di immagini e conversazioni all’insaputa degli interessati, trasmissioni in diretta e forme di riconoscimento facciale e vocale. Particolarmente delicato l’impiego in luoghi sensibili, come scuole, ospedali, spogliatoi e ambienti di lavoro. Il documento chiarisce le responsabilità di utilizzatori, produttori e fornitori di servizi, soprattutto quando il trattamento dei dati rientra nell’ambito di applicazione del Regolamento europeo sulla protezione dei dati (Gdpr). Tra le misure raccomandate figurano indicatori luminosi e acustici che segnalino le registrazioni, limiti alla conservazione dei filmati, oscuramento dei volti, restrizioni all’uso nei luoghi sensibili e strumenti per rallentare la condivisione sui social. Particolare attenzione è riservata ai minori. Il Comitato sottolinea inoltre che la diffusione pubblica delle immagini o l’impiego professionale dei dispositivi può comportare specifici obblighi in materia di protezione dei dati. L’obiettivo è accompagnare l’innovazione tecnologica con garanzie concrete di trasparenza e rispetto delle persone, affinché le nuove funzionalità non si traducano in una sorveglianza inconsapevole.

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