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Consiglio d’Europa: “Giornata buia per la libertà dei media in Turchia”. Pressioni del governo, intimidazioni e arresti

“È una giornata davvero buia per la libertà dei media in Turchia”, hanno dichiarato i co-relatori per il monitoraggio della Turchia presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce), David Blencathra (Regno Unito) e Yves Cruchten (Lussemburgo), in reazione al blitz della polizia avvenuto ieri contro l’emittente di opposizione Halk Tv, al fermo del suo personale, all’interruzione delle trasmissioni in diretta e alla nomina di un amministratore statale. “Tali azioni destano grave preoccupazione per la continua erosione del giornalismo indipendente nel Paese”, hanno affermato i due parlamentari. “Ciò fa seguito agli arresti e agli arresti domiciliari di quattro giornalisti, avvenuti durante il fine settimana con l’accusa di aver diffuso disinformazione in relazione allo scandalo dei fondi di investimento. Nel loro insieme, queste misure delineano un allarmante modello di pressione su giornalisti e organi di informazione che si occupano di questioni di interesse pubblico”. “La libertà dei media è un diritto umano fondamentale e un pilastro della democrazia”, hanno sottolineato i co-relatori, ricordando che, ai sensi dell’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu), la Turchia è tenuta a tutelare la libertà di espressione. “Esortiamo le autorità turche a rispettare i propri obblighi ai sensi della Cedu, a garantire un giusto processo e tutele giudiziarie efficaci, nonché a proteggere i giornalisti da intimidazioni e interferenze arbitrarie”. “La tutela della libertà di stampa non è un privilegio, bensì un obbligo legato ai diritti umani e una condizione fondamentale per la democrazia”, hanno concluso.

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