“Per i cittadini di una democrazia rappresentativa come la nostra, la partecipazione alla vita pubblica, incluso il voto, è al tempo stesso un diritto e una responsabilità”. Lo afferma mons. Paul S. Coakley, arcivescovo di Oklahoma City e presidente della Conferenza episcopale statunitense (Usccb), nel messaggio in vista delle elezioni di metà mandato di martedì 3 novembre negli Stati Uniti. “In un tempo di profonda divisione politica – osserva il presule – la tentazione è quella di scoraggiarsi e di non partecipare al processo elettorale. Ma lo scoraggiamento non è una virtù cristiana”. “Nell’adempiere a questo dovere civico – prosegue – è importante garantire che i cittadini non incontrino ritardi o complicazioni inutili nell’iscriversi alle liste elettorali o nell’esercitare il proprio diritto di voto”. L’arcivescovo chiede “a tutti i cattolici di anteporre la fede alla politica”, ricordando che il contributo della Chiesa alla vita pubblica “non è un programma politico o di parte”, ma riflette “il nostro impegno per la dignità di ogni persona, creata a immagine e somiglianza di Dio”. “Uno dei grandi pericoli del nostro tempo – avverte – è la convinzione che qualsiasi critica al ‘nostro partito’ rafforzi in qualche modo gli avversari. Una coscienza ben formata non ragiona in questi termini”. Di qui l’invito a giudicare candidati ed eletti “dalle loro azioni, non soltanto dalle loro promesse” e a “respingere una retorica che fa leva sulla paura, sul risentimento o sulla divisione”.