La Repubblica democratica del Congo è alle prese con una duplice emergenza sanitaria: mentre il Paese combatte l’epidemia di Ebola nell’est, i casi sospetti di colera continuano ad aumentare. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), tra gennaio 2025 e la fine di settembre 2026 sono stati registrati oltre 125mila casi sospetti e 3.644 decessi sospetti per colera. Dall’inizio del 2026, i casi sospetti sono più di 51mila, con 1.487 morti in 21 province. Tra le aree più colpite figurano il Sud Kivu, il Nord Kivu e l’Alto Katanga, che concentrano quasi il 60% dei casi segnalati. La diffusione della malattia è favorita dalla mancanza di acqua potabile e di servizi igienico-sanitari adeguati, mentre l’insicurezza e le difficoltà logistiche ostacolano l’accesso delle équipe mediche alle comunità più isolate. L’Oms sta sostenendo interventi di clorazione dell’acqua, disinfezione di abitazioni e latrine e campagne di vaccinazione, anche attraverso un piano congiunto con la vicina Repubblica del Congo. Parallelamente, l’epidemia di Ebola ha fatto registrare 9.066 casi e 4.381 decessi in 7 province e 65 zone sanitarie, con una letalità del 48,3%. L’Oms ha rafforzato le strutture di cura e fornito ulteriori scorte mediche. Preoccupazione anche nei Paesi confinanti: dopo la dichiarazione di Uganda libera dal virus in agosto, il Kenya ha confermato la morte di una persona contagiata in relazione all’epidemia congolese. Per entrambe le emergenze, accesso tempestivo alle cure, acqua sicura e rafforzamento dei servizi sanitari restano priorità decisive.