Incidenti sul lavoro: Bozzer (Anmil), “in pochi giorni 7 vittime. Questa non è l’Italia che vogliamo”

“Quattro giorni dalle celebrazioni della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, meno di una settimana dalla pubblicazione degli ultimi dati Inail che smentiscono anche quella minima variazione in negativo relativa agli infortuni mortali denunciati e siamo già a quota sette lavoratori morti per l’insicurezza del lavoro in Italia”: lo denuncia il presidente nazionale Anmil, Amedeo Bozzer.
Domenica, mentre la Nazione celebrava la Giornata dedicata alle vittime del lavoro, moriva, dopo 10 giorni di agonia nell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila, l’operaio romeno di 56 anni precipitato da un ponteggio nel cantiere di un agriturismo di Cagnano Amiterno (L’Aquila). Lunedì Sabatino Biondi, operaio di 57 anni, è morto precipitando in un lucernario mentre lavorava sul tetto di un capannone a Fiano Romano (Roma). Ieri Flavio Bertacchini, muratore di 52 anni, è morto dopo la caduta da un’impalcatura mentre lavorava alla ristrutturazione di una cascina a Gottolengo (Brescia). Poche ore dopo, Rocco De Carlo, dipendente della Lucania Resine di Potenza, è morto dopo essere rimasto schiacciato dalla caduta di un macchinario industriale che stava movimentando con altri operai. E ancora ieri, un autotrasportatore di 52 anni è morto per il ribaltamento del camion che stava conducendo sull’autostrada A1, nel tratto compreso tra Badia e l’allacciamento con la Milano-Napoli in direzione di Bologna.
A questa “carneficina” si aggiungono le vittime di quest’oggi: Carlo Spiga di 61 anni, il cui corpo è stato rinvenuto stamani da una persona che transitava nell’area dello scalo del Porto di Cagliari, teatro del suo infortunio, che, stando alle ultime notizie, sarebbe stato causato dallo schiacciamento sotto alcuni giganteschi tubi precipitati da un semirimorchio che l’operaio stava scaricando con l’ausilio di un muletto.
“A completamento di questa carneficina normalizzata, è morto, poche ore fa, Andrea Di Risio: un giovane di 23 anni, probabilmente assunto come lavoratore stagionale e studente universitario prossimo alla laurea – dichiara Bozzer -, uno dei tanti giovani che, per mantenersi agli studi, accetta lavori che in realtà, qualora si confermasse la dinamica dei fatti, dovrebbero essere gestiti da personale formato e qualificato alla mansione”. Il giovane sembra stesse lavorando ad un macchinario per alcune operazioni di pulizia.
“Questa è l’Italia all’indomani della Giornata nazionale per le vittime degli infortuni sul lavoro – sottolinea il presidente dell’Anmil -. Un’Italia di lavoratori anziani che continuano ad arrampicarsi, con e senza contratti regolari, sulle impalcature e operare nei cantieri senza riuscire a beneficiare di tutele e pensioni dignitose. Un’Italia dove i giovani rimangono uccisi dal lavoro stagionale”.
“Questa è l’Italia che non vogliamo e alla quale chiediamo con forza una mobilitazione permanente in nome di questa interminabile lista di vittime di quelli che bisogna avere il coraggio di chiamare omicidi sul lavoro”, conclude.

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