Fiac: card. Farrell (Laici, Famiglia, Vita) “chiamati a essere fermento di sinodalità” per una Chiesa missionaria

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

La sinodalità come stile concreto di vita ecclesiale e via privilegiata per rilanciare la missione evangelizzatrice. È il messaggio che il card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, ha inviato ai partecipanti della Conferenza promossa dal Forum internazionale di Azione cattolica (Fiac), dedicata al tema “Azione Cattolica: Sinodalità e Missione” che si è aperta oggi a Roma (fino al 18 ottobre). Per il porporato “sinodalità è un altro modo di dire ‘comunione’ e, in particolare, sottolinea l’aspetto ‘dinamico’ della comunione ecclesiale. Si tratta, cioè, di una comunione che ‘si va facendo’ insieme, che è sempre da costruire e da consolidare”. Una comunione che, ha spiegato, ha trovato il proprio fondamento nel mistero trinitario e che ha richiesto la formazione di persone capaci di dialogo, ascolto e discernimento condiviso. Richiamando l’eredità del Concilio Vaticano II e il cammino sinodale della Chiesa, Farrell ha ribadito che “formare alla sinodalità significa coinvolgere il Popolo di Dio nel processo di discernimento della situazione attuale della Chiesa, coinvolgerlo nell’assumersi una nuova responsabilità ad ogni livello nella Chiesa, coinvolgerlo nel partecipare alla missione evangelizzatrice a servizio degli uomini e delle donne di oggi”. Particolare attenzione è stata riservata al ruolo delle associazioni ecclesiali. Secondo il cardinale, esse hanno avuto “un compito importante nel lavoro che si sta facendo per riscoprire il dialogo, l’ascolto, il discernimento comunitario, l’apostolato condiviso”. In questo contesto, l’Azione cattolica è stata chiamata a mettere a disposizione il patrimonio maturato nella propria storia e a essere “fermento di sinodalità” nelle parrocchie, nelle diocesi e negli organismi ecclesiali ai diversi livelli. Il card. Farrell ha quindi richiamato il legame tra sinodalità e annuncio del Vangelo, affermando che “la sinodalità, il nostro stare insieme e camminare insieme, non è mai fine a se stessa ma va cercata e vissuta perché, insieme, andiamo ‘fino ai confini della terra’ (At 1,8)”. Un richiamo, il suo, a non ridurre il cammino sinodale a una questione organizzativa o strutturale, mantenendo invece vivo l’orizzonte missionario della Chiesa.

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