Ucraina-Vaticano: incontro ieri tra Presidente della Verkhovna Rada Stefanchuk e il Segretario di Stato Parolin

(Foto da profilo fb ambasciata ucraina presso Santa Sede)
Ieri si è svolto un incontro tra il Presidente della Verkhovna Rada dell’Ucraina, Ruslan Stefanchuk, e il Segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Pietro Parolin. A darne notizia sui canali social è l’ambasciata ucraina presso la Santa Sede. Durante l’incontro in Vaticano, il Presidente della Verkhovna Rada dell’Ucraina, Ruslan Stefanchuk, e il cardinale Pietro Parolin hanno discusso della situazione in Ucraina, delle sfide umanitarie, degli sforzi internazionali volti al raggiungimento di una pace giusta e delle prospettive di ulteriore cooperazione. Il cardinale Parolin – secondo quanto riportato dall’ambasciata – ha sottolineato la solidarietà della Santa Sede alle sofferenze del popolo ucraino: “La guerra in Ucraina ci addolora. Ci addolora vedere violato il diritto internazionale umanitario e morire persone innocenti”.
Ruslan Stefanchuk ha riferito dei continui attacchi russi contro le città ucraine e le infrastrutture civili ed energetiche, sottolineando che qualsiasi iniziativa di pace deve fondarsi sul diritto internazionale e su una chiara distinzione tra la responsabilità dell’aggressore e quella della vittima dell’aggressione.
Particolare attenzione è stata dedicata alle questioni umanitarie, in particolare all’assistenza alle famiglie dei prigionieri di guerra ucraini e agli sforzi per riportare gli ucraini a casa. È stata inoltre affrontata la possibilità di una visita apostolica di Papa Leone XIV in Ucraina, che rappresenterebbe un importante segno di sostegno spirituale e di solidarietà con il popolo ucraino. Si è discusso anche delle possibilità di approfondire la cooperazione con la Santa Sede a livello parlamentare.
“L’Ucraina – scrive ancora l’ambasciata – apprezza profondamente la solidarietà della Santa Sede, il suo sostegno umanitario e i suoi costanti appelli alla pace. È importante che la voce della Santa Sede continui a levarsi in difesa della vita umana, della dignità e di una pace giusta. Una pace giusta deve fondarsi sul diritto internazionale, sul rispetto della dignità umana e sulla responsabilità per l’aggressione”.
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