Usa: Catholic Mobilizing Network, lo stop alla diretta dell’esecuzione di Hasan è “un passo nella giusta direzione”

(Foto Catholic Mobilizing Network/SIR)

“Apprezzo che il presidente Trump abbia ascoltato la ferma opposizione di leader religiosi e politici all’idea di un’esecuzione militare trasmessa in diretta”. Lo afferma Krisanne Vaillancourt Murphy, direttrice esecutiva di Catholic Mobilizing Network, l’organizzazione cattolica statunitense impegnata per l’abolizione della pena di morte, commentando la decisione del presidente Donald Trump di annullare la diretta streaming dell’esecuzione di Nidal Hasan, condannato per la strage di Fort Hood del 2009. “Due verità possono convivere”, osserva: “la rinuncia dell’Amministrazione a trasmettere pubblicamente una fucilazione è un passo nella giusta direzione, e qualsiasi esecuzione è comunque un fallimento”. Per la direttrice la pena capitale “non scoraggia il crimine né rende le nostre comunità più sicure” e “assorbe ingenti risorse pubbliche, che potrebbero essere impiegate per sostenere le vittime dei reati e prevenire nuova violenza”. La recente esecuzione fallita di Christa Pike in Tennessee e la proposta del capo del Pentagono, Pete Hegseth, “hanno messo a nudo la barbarie delle esecuzioni”, sottolinea Vaillancourt Murphy, ricordando che la larga maggioranza degli americani è contraria alla proposta. “Che una persona venga fucilata, folgorata, uccisa con un’iniezione letale o con il gas, ogni esecuzione spegne una vita donata da Dio, dotata di una dignità e di un valore intrinseci”, conclude: “Prego che questa esecuzione non abbia luogo”.

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