“I dati Istat ci dicono che la povertà resta costante: è un dato ormai strutturale che colpisce famiglie con minori e lavoratori poveri. L’aiuto alimentare va ben oltre la semplice risposta assistenziale d’emergenza: è la prima porta di accesso per intercettare le fragilità e accompagnare le persone verso l’autonomia. Per questo proponiamo di affiancare alle donazioni di eccedenze anche le donazioni di prodotti standard da parte delle imprese: una leva concreta, da 0,60 euro a pasto, per aumentare i volumi di aiuto con un costo contenuto per lo Stato”: lo sottolinea Marco Piuri, presidente di Fondazione Banco Alimentare Ets, commentando i dati pubblicati oggi dall’Istat sulla “Povertà in Italia per l’anno 2025”.
Fondazione Banco Alimentare Ets ha recentemente presentato a Istituzioni e imprese il nuovo strumento di contrasto alla povertà alimentare, supportato da una ricerca della Polimi School of Management del Politecnico di Milano. La ricerca ha confrontato valore economico ed efficacia delle tre principali filiere di aiuto alimentare in Italia: le donazioni delle imprese, la “Carta dedicata a te” e gli acquisti pubblici tramite i programmi Fse+/Fn.
Dall’analisi è risultato che le donazioni realizzate in un anno dalle imprese possono coprire il 22% della domanda di aiuti alimentari (circa 458 milioni di pasti in un anno); la copertura assicurata dalla Carta Dat è stimata pari al 14% (289 milioni di pasti-anno) e dal sistema Fse+/Fn pari al 8% (159 milioni di pasti-anno). La filiera “Donazioni” è caratterizzata da un costo contenuto ed elevata copertura, con un costo unitario per un pasto pari a 0,60 €-pasto, più basso rispetto al prezzo di acquisto sul mercato finale (2,35 €-pasto) e anche ai 2,12 €-pasto richiesti da Carta Dat e ai 1,71 €-pasto del programma Fse+/Fn.
Oggi il sistema degli aiuti alimentari contribuisce in maniera significativa al bisogno, potendo assicurare un pasto al giorno al 44% alle persone indigenti. Resta tuttavia un importante gap da colmare, stimato nel 56% delle persone in condizioni di povertà assoluta.
“L’introduzione della donazione di prodotti standard andrebbe ad integrarsi agli strumenti di sostegno diretto e, soprattutto, ai finanziamenti garantiti al Fondo sociale europeo plus e al Fondo nazionale, che costituiscono oggi la spina dorsale della distribuzione degli aiuti alimentari e che necessitano di essere mantenuti e rafforzati”, conclude Piuri.
Un altro importante aiuto arriva ogni anno durante la Giornata nazionale della Colletta alimentare® – questa edizione sarà sabato 14 novembre – quando le persone acquistano qualcosa da donare a chi è in difficoltà, come olio, legumi e verdure in scatola, conserve di pomodoro e sughi pronti, tonno in scatola, riso, prodotti per colazione e per merenda.