È disponibile da oggi il report “Lingue e didattica digitale per l’inclusione a scuola. Report sull’implementazione del programma Akelius in Italia nell’a.s. 2025/26”, realizzato da Unicef e Ismu e che sarà presentato oggi alle 15 durante il webinar “Apprendimento linguistico e inclusione scolastica: l’esperienza del programma Akelius in Italia”. Nell’ultimo anno scolastico il programma ha coinvolto 72 Istituti Comprensivi, all’interno dei quali hanno partecipato 150 scuole primarie e 102 scuole secondarie di primo grado, oltre a 340 docenti e più di 750 studentesse e studenti, attraverso attività di formazione e accompagnamento all’utilizzo dell’App Akelius e del blended learning. Il report evidenzia come la sfida sia oggi integrare pienamente gli strumenti digitali nella didattica e rafforzare le competenze degli insegnanti, attraverso percorsi personalizzati, attività per gruppi plurilivello, collaborazione tra pari e valorizzazione del plurilinguismo. Akelius “non sostituisce la didattica ordinaria, ma la integra”. Solo il 22% dei docenti utilizza l’App da sola: il 59% la combina con schede e altri materiali, il 38% con risorse visive e il 28% con i libri di testo. Akelius – si legge in una nota – viene “utilizzata sempre più anche come strumento per l’inclusione e per rispondere a bisogni educativi complessi, sia per l’italiano che per le altre lingue straniere”. Il 54,2% degli studenti coinvolti è costituito da neoarrivati in Italia, mentre il 46,3% presenta Bisogni educativi speciali (Bes) e il 3,4% ha una diagnosi di Disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa). Secondo le valutazioni degli insegnanti, oltre il 40% degli studenti raggiunge risultati linguistici superiori a quelli inizialmente attesi. “Il report mostra che l’innovazione digitale dà i risultati migliori quando integra la didattica, non quando la sostituisce. La nostra raccomandazione è precisa: le scuole con alunni neoarrivati devono poter contare su percorsi di italiano L2 che uniscano strumenti digitali, materiali tradizionali e lavoro tra pari, con docenti accompagnati nella loro applicazione”, dice Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore Unicef Italia. Un report che “conferma che l’insegnamento dell’italiano L2 rappresenta una leva fondamentale per favorire la partecipazione e il successo scolastico degli studenti neoarrivati e con background migratorio, aggiunge Nicola Pasini, segretario generale Ismu. Il report evidenzia inoltre come la sfida sia oggi “integrare pienamente gli strumenti digitali nella didattica e rafforzare le competenze degli insegnanti, attraverso percorsi personalizzati, attività per gruppi plurilivello, collaborazione tra pari e valorizzazione del plurilinguismo: pratiche che aiutano a rimuovere le barriere all’apprendimento e alla partecipazione e a garantire a ogni bambina e bambino pari opportunità educative”.