Migranti: Mattarella, “porre in campo soluzioni nuove, coraggiose e non superficiali. Né soluzioni approssimative”

(Foto: Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Quello delle migrazioni “è un fenomeno che risale a molte cause che sono ambientali, di violenze, di diverse ragioni che spingono le persone a emigrare, a lasciare la propria terra. Di fronte a questo, è sempre più evidente che occorre studiare, definire, porre in campo delle soluzioni nuove, coraggiose e non superficiali. Né soluzioni approssimative. Occorrono soluzioni naturalmente europee, perché non è un problema che un Paese da solo può affrontare, neppure il più grande. Ma occorrono soluzioni nuove, da studiare approfonditamente, con serietà”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rispondendo alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa al termine della visita in Sicilia di Frank-Walter Steinmeier, presidente della Repubblica federale di Germania.
“Ognuno di noi – ha osservato il Capo dello Stato italiano – ha le sue idee, ma sono i governi che le devono porre in campo e confrontare. I dieci punti della presidente von der Leyen sono interessanti, come lo sono stati alcuni passi avanti dei Consigli europei dei mesi passati. Quello che è importante è che tutti in Europa comprendano come il problema esiste e non si rimuove ignorandolo. Ma va affrontato per non lasciare il protagonismo di questo fenomeno globale ai trafficanti, ai crudeli trafficanti di esseri umani”.
Interrogato sul meccanismo di solidarietà volontaria sul quale la Germania si è tirata indietro, Mattarella ha sottolineato che “come è noto, questo è un argomento di cui stanno parlando i due ministri degli Interni, della Germania e dell’Italia. E sono convinto che troveranno certamente una soluzione collaborativa, come è sempre avvenuto, e come avviene abitualmente tra Germania e Italia”. “Quello che è emerso nei colloqui tra il presidente Steinmeier e me – ha precisato – è la perfetta omogeneità di valutazione del fenomeno migratorio, che non colpisce soltanto l’Italia, ma colpisce anche la Germania, con altre rotte che non attraversano il Mediterraneo ma l’Europa continentale. Abbiamo entrambi la percezione che è un fenomeno epocale che va governato con visione del futuro, non con provvedimenti improvvisati o tampone che risolvono qualche questione temporanea, ma che esaminino e affrontino il problema con una visione del futuro coraggiosa e nuova rispetto a un fenomeno così grande”.

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