Pio XII: Di Segni, “sofferenze ebraiche erano teologicamente giustificate, ma un conto è la spiegazione delle dinamiche, un altro il giudizio morale”

Stiamo vivendo queste ore “con vivissima preoccupazione per quello che è successo che supera il limite di tollerabilità per la perdite di vite umane”. Lo ha detto Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, a margine di un convegno organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana su Pio XII. “C’è preoccupazione per gli sviluppi drammatici” della vicenda, ha aggiunto Di Segni, tra i relatori del convegno. Da questa situazione “si può uscire con la speranza e buone azioni, sembra al momento una ‘mission impossible’, ma ci proviamo”, ha dichiarato infine il rabbino ai giornalisti. Intervenendo successivamente in aula magna, Di Segni ha esortato a fare “una distinzione tra emozione e storia, perché occorre un giusto distacco per esaminare i fatti. C’è una dimensione religiosa diversa da quella politica, tra i grandi eventi della storia e le innumerevoli microstorie. Lo stesso svolgimento delle vicende è diverso dal piano morale”. Riferendosi al contesto del pontificato di Pio XII, il rabbino capo della Comunità ebraica di Roma ha infatti precisato: “Le sofferenze ebraiche erano teologicamente giustificate. Ma un conto è la spiegazione delle dinamiche, un altro il giudizio morale. I ricordi dolorosi rispettati e non offesi da sentenze apologetiche di altri tribunali”.

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