Enti locali: Manfredonia (Acli), “in Italia sono ferme intere generazioni di amministratori, ci priviamo del coraggio del cambiamento”

“Questo Paese tiene ferme intere generazioni di giovani amministratori. Ci priviamo delle loro migliori energie, della capacità di lettura della società, del coraggio del cambiamento. Un altro punto che emerge dalla ricerca è la correlazione forte con il mondo del terzo settore, che è una vera e propria palestra formativa per chi fa politica”. Lo ha dichiarato il presidente nazionale delle Acli, Emiliano Manfredonia, durante la presentazione della ricerca inedita della Fondazione Achille Grandi e delle Acli “Una nuova generazione politica? Indagine sui sindaci under 40”, realizzata dall’Iref. “Dal 27 al 29 ottobre a Bari nella Scuola di formazione Giorgio La Pira, organizzata dalla Fondazione Achille Grandi e dalle Acli nazionali – ha continuato Manfredonia –, avremo la possibilità di approfondire questi temi e di accendere una luce su questa nuova generazione politica”.
Nel suo intervento Santino Scirè, presidente della Fondazione Achille Grandi, ha spiegato: “Abbiamo voluto capire chi è questa nuova generazione politica che scende in campo per prestare servizio alla comunità, quali sono le sue aspirazioni e le difficoltà che incontra. Attraverso numeri e interviste abbiamo messo in luce le storie di questi amministratori under 40 e la buona notizia è che molti di loro vengono dall’associazionismo. Questo ci conforta e ci spinge a investire ancora di più nella formazione delle classi dirigenti del Paese. Con l’obiettivo di orientare l’educazione di tale nuova classe dirigente alla fedeltà alla Costituzione, alla democrazia e alla ricerca del bene comune; a sapere volgere lo sguardo al di là di ogni contingente ed egoistico interesse singolare o di parte, ma anche a riconoscere ed esercitare una capacità visionaria”.
Vittorio Mete, docente all’Università di Firenze, che ha stilato le conclusioni della ricerca, ha commentato: “Questa ricerca si occupa di politica locale: non è la politica dei leader, dei social, di quello che fa notizia, ma è una politica vicina al cittadino. I sindaci giovani sono pochi e confinati nei piccoli comuni. È una generazione che è alla prese con l’incertezza: il mestiere della politica è un mestiere precario per definizione. Più alta è la carica e più l’aspirante candidato deve essere dotato di competenze e risorse relazionali”.
Dopo aver raccontato la propria esperienza nell’amministrazione locale, Francesca Brogi, sindaca al secondo mandato di Ponsacco, ha sottolineato che “purtroppo la questione generazionale e la presenza in Italia di giovani che fanno politica non è approfondita dalle istituzioni. Il dato più allarmante è che le sindache in Italia sono solo l’1,5% del totale. Questo dimostra che sulle donne grava ancora il peso della cura della famiglia. La mia speranza è che il Parlamento possa impegnarsi per consentire alle donne di fare politica”.
Per Andrea Orlandi, primo cittadino di Rho, “noi sindaci siamo l’ultimo anello della catena istituzionale, ma siamo orgogliosi di portare sulle nostre spalle lo stemma del nostro comune e il tricolore. Non mi ritrovo nella parola carriera, ma in quella di vocazione. Occorre recuperare la nostra missione: la politica deve essere vissuta come vocazione al servizio della comunità. Per fare questo bisogna investire sulle competenze, conoscere la propria comunità e avere tanta passione”.

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