Commissione Ue: sospendere l’accordo per i visti dalla Russia. “Mosca ha minato la nostra fiducia”

La Commissione europea propone di sospendere completamente l’accordo di facilitazione dei visti dell’Ue con la Russia. Inoltre, l’esecutivo europeo ha presentato oggi anche una proposta sul non riconoscimento dei passaporti russi rilasciati nelle aree occupate dell’Ucraina. Lo comunica la Commissione Ue in una nota. “La politica dei visti dell’Ue è un segno di fiducia, una fiducia che la Russia ha completamente minato con la sua guerra di aggressione immotivata e ingiustificata contro l’Ucraina. Finché durerà l’aggressione militare della Russia contro un Paese candidato all’adesione all’Ue, i cittadini russi non potranno godere di agevolazioni di viaggio in Europa”, ha detto il vicepresidente per la Promozione dello stile di vita europeo, Margaritis Schinas. In particolare, “i cittadini russi non godranno più di un accesso privilegiato all’Ue e dovranno affrontare una procedura di richiesta del visto più lunga, costosa e difficile”, spiega l’Esecutivo Ue. Gli Stati membri avranno “un’ampia discrezionalità nel trattamento delle domande di visto per soggiorni di breve durata presentate dai cittadini russi e potranno garantire un maggiore controllo sui cittadini russi che si recano nell’Ue”.
Tuttavia, l’ingresso nell’Ue rimarrà aperto ad “alcune categorie di richiedenti il visto russi che viaggiano per scopi essenziali, tra cui in particolare familiari di cittadini dell’Ue, giornalisti, dissidenti e rappresentanti della società civile”. Entrambi le proposte arrivano dopo l’accordo politico raggiunto dai ministri degli Affari esteri nella riunione informale del 31 agosto su un comune e coordinato approccio per il rilascio dei visti ai cittadini russi. “La proposta odierna mostra una risposta forte e unita dell’Ue. Seguiranno presto ulteriori linee guida per garantire un maggiore controllo sulle richieste di visto e sull’attraversamento delle frontiere da parte dei cittadini russi, senza isolare i dissidenti russi e la società civile”, ha concluso la commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson.

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