Ritorno in classe: mons. Tasca (Genova), “ogni scuola è una comunità, in cui si dà attenzione al rapporto reciproco come dimensione essenziale della missione educativa”

“Ogni singola scuola è prima di tutto una comunità, in cui si dà attenzione al rapporto reciproco come dimensione essenziale della missione educativa, ogni singola scuola vive la propria sfida nella relazione interna tra tutti, capace di accogliere le famiglie, con le loro peculiarità, sofferenze, diversità”. Lo sottolinea l’arcivescovo di Genova, mons. Marco Tasca, nel messaggio a studenti e insegnanti pubblicato questa settimana su “Il Cittadino” in occasione dell’avvio dell’anno scolastico.
“La scuola – osserva il presule – segna da sempre il tempo del nostro vivere e dei nostri giorni, segna i ritmi del nostro agire e di quello di ogni famiglia, spesso induce le scelte che andiamo a compiere: è forse il fatto più importante della nostra quotidianità. Dai nonni ai nipoti tutti siamo coinvolti nell’evento scolastico, nessuno escluso”. Per l’arcivescovo “è importante sottolineare questo momento come Chiesa Genovese, perché ci sentiamo davvero vicini ad ogni studente, ad ogni genitore, ad ogni insegnante e operatore della scuola”. “Questo mondo – rileva mons. Tasca – è uno spaccato importante della nostra società che ha in sé una semplice caratteristica: è orientato al domani”. “Certamente le radici sono ben piantate nella storia e nella tradizione della nostra cultura ma – prosegue – il servizio che il mondo della scuola offre ai più giovani, per sua natura, è orientato al futuro, al domani, alla vita che è e che sarà di ogni singola alunna e di ogni singolo alunno, dai bambini delle materne ai più grandi dell’università. Ognuno attraverso questa fantastica esperienza si scoprirà persona completa per quello che è chiamata a giocare un ruolo unico nella storia umana”.
Rivolgendosi ai ragazzi, mons. Tasca rileva che “grazie alle tecnologie siete connessi con tutto il mondo ma rischiate di rimanere tremendamente soli. Cercate l’incontro con i vostri compagni, con i vostri insegnanti, cercate l’incontro perché l’incontro è vita vera e concreta, non virtuale”. Agli insegnanti rivolge un’esortazione: “Guardate i ragazzi con occhi che sanno sognare il domani perché una persona ‘cresce solo se è sognata’!”. Dopo aver evidenziato che “dobbiamo essere grati a quanti stanno operando per rendere la scuola un ambiente il più possibile idoneo per la crescita dei ragazzi”, l’arcivescovo conclude con un’ultima considerazione: “Al termine di questo 2022 sarà il 75° della firma della nostra carta Costituzionale”. “Non dimentichiamone il valore – ammonisce –, la cifra della carta è proprio la persona umana, con i suoi diritti inalienabili ma anche con i suoi doveri di socialità. Diritti e doveri si richiamano per ognuno e per tutti nella Carta, ecco chiediamo alla scuola di oggi, ma tutta la scuola, di farsi promotrice di una nuova stagione civica”.

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