Bulgaria: Sofia, conferenza ecumenica “Perseguitati per la fede” in memoria dei martiri del comunismo

“La memoria dei martiri della fede del periodo del comunismo va preservata perché solo così i giovani sapranno di non ripetere gli stessi errori”. Lo ha affermato Momchil Metodiev, caporedattore della rivista “Cristianesimo e cultura”, durante la conferenza “Perseguitati dalla fede” svoltasi ieri a Sofia nell’ambito dell’evento “Remember-arte per libertà e memoria” con la partecipazione del vescovo Tihon dalla Chiesa ortodossa bulgara, don Petko Valov dalla Chiesa cattolica e la moglie di un pastore protestante defunto, perseguitata insieme al marito durante il regime. All’evento ha partecipato anche il presidente della Conferenza episcopale bulgara mons. Christo Proykov mentre l’ambasciatore bulgaro presso la Santa Sede Bogdan Patashev ha mandato un video messaggio. L’evento è promosso dalla fondazione “Belene island”. Metodiev ha raccontato che “ci fu una campagna mirata contro tutte le confessioni cercando di allontanare le persone dalle chiese prima impedendo l’accesso ai templi per cui bisognava avere un pass rilasciato dalla polizia e poi inventando le cosiddette celebrazioni laiche – battesimo in Comune, matrimonio civile e funerale civile”. “La gente non voleva rinunciare ai sacramenti – ha spiegato don Petko Valov – ma il regime costringeva le persone ad accorrere ai riti civili che erano una copia di quelli ecclesiastici”.
“In Bulgaria oggi manca qualsiasi cultura religiosa perché dopo 50 anni di comunismo e 30 anni di consumismo la gente è priva di ogni conoscenza religiosa”, ha affermato il vescovo ortodosso Tihon. “Occorre introdurre nelle scuole la religione come materia obbligatoria perché i valori e la cultura cristiana possano essere almeno conosciuti dalle nuove generazioni”. Nell’ambito dell’evento è stata inaugurata anche la mostra “Vittime senza boia” che dimostra le varie facce delle vittime del totalitarismo.

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