Ucraina: S.B.Shevchuk, “emergenza carburante in Ucraina”. “Il volume di aiuti umanitari diminuisce”. “Sostegno e solidarietà sono la chiave della forza del popolo ucraino”

Emergenza carburante in Ucraina. E’ anche l’arcivescovo maggiore di Kiev, capo della chiesa cattolica ucraina, Sviatoslav Shevchuk, a denunciarlo nel suo video messaggio diffuso oggi dove viene lanciato anche un appello alla solidarietà. “L’Ucraina si trova oggi ad affrontare circostanze difficili. La guerra è sempre devastante e, secondo i dati ufficiali delle Nazioni Unite, se la guerra continuerà, nove ucraini su dieci finiranno sull’orlo della povertà. L’Ucraina ha già perso gran parte del suo potenziale economico. Abbiamo seri problemi di carburante. In effetti, anche il volume di aiuti umanitari, ricevuti all’inizio della guerra, è fortemente diminuito. Pertanto, la solidarietà, il sostegno reciproco, gli sforzi per aiutarsi a vicenda e per sostenere coloro che oggi si trovano nelle maggiori difficoltà, sono la chiave della forza e della stabilità del popolo ucraino che sta lottando”. Giunto all’83° giorno, l’aggressione russa sta purtroppo causando danni ingenti. “Questa notte e il giorno scorso ci sono stati pesanti e sanguinosi combattimenti nell’Ucraina dell’Est”, fa sapere Shevchuk. “Le regioni di Donetsk e Luhansk sono in fiamme. Continua il cosiddetto terrorismo missilistico, e i razzi russi colpiscono nuovamente la regione ferita di Chernihiv. Allo stesso modo, il più grande attacco missilistico durante la guerra ha subito la regione di Leopoli. E sempre allo stesso modo, di attacchi missilistici provenienti in particolar modo dal Mar Nero, soffre la nostra regione di Odessa. Ma l’Ucraina resiste. L’Ucraina lotta”. Come ogni giorno, Sua Beatitudine esprime una serie di ringraziamenti alla fine del video messaggio. Oggi, in particolare, il grazie va ai vescovi australiani per la solidarietà al popolo ucraino e per l’impegno a raccontare “la verità al mondo”. Gratitudine anche per la Congregazione per le Chiese Orientali e il card. Leonardo Sandri, che “ha organizzato ampia assistenza e sostegno per tutti noi. Sua Eminenza Sandri – ricorda l’arcivescovo di Kiev – è stato il primo a chiamarmi il primo giorno di guerra, mentre ci trovavamo nel rifugio antiaereo sotto la Cattedrale Patriarcale, e ha espresso le sue parole di solidarietà, sostegno e consolazione”.

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