Processo in Vaticano: Brühlart, “sono fermamente convinto di non aver commesso alcun reato”. Prossima udienza il 27 aprile

(Foto Vatican Media/SIR)

È durata quasi sette ore, con una pausa di un’ora, la dodicesima udienza del processo in corso in Vaticano sulla vicenda degli investimenti finanziari della Segreteria di Stato a Londra. È stata dedicata all’interrogatorio dell’ex direttore dell’Aif, René Brühlart, e alla continuazione dell’interrogatorio di mons. Mauro Carlino, mentre non c’è stato il tempo per interrogatorio di Tommaso Di Ruzza, ex direttore dell’Aif, calendarizzato nella prossima udienza, prevista il 27 aprile. Domani, invece, non ci sarà – come inizialmente previsto – l’interrogatorio del card. Angelo Becciu,  causa indisposizione degli avvocati. All’inizio dell’udienza – ha riferito il “pool” di giornalisti ammessi nell’Aula polifunzionale dei Musei Vaticani – l’avvocato Panella, difensore di Crasso, ha presentato una nuova eccezione di nullità, per mancanza di atti dopo l’ultima udienza, eccezione a cui si sono associate tutte le difese ma alla quale il procuratore di Giustizia Alessandro Diddi ha risposto facendo presente che, a seguito dell’udienza del 1° marzo, il suo Ufficio aveva proceduto alla restituzione degli apparati elettronici ai rispettivi possessori. Dopo un’ora e mezza, la Corte si è ritirata e il presidente del Tribunale vaticano, Giuseppe Pignatone, ha rigettato anche questa eccezione di nullità, mentre le difese si sono dichiarate pronte ad impugnare anche questa ordinanza. Brühlart è stato quindi interrogato nella sua doppia veste, sia come presidente dell’Aif, sia come ex consulente finanziario della segreteria di stato e della Segreteria per l’economia. Nelle sue dichiarazione spontanee, rese in inglese e tradotte da un interprete, l’ex direttore dell’Aif ha affermato l’infondatezza della contestazione fattagli dal Promotore di Giustizia circa l’incompatibilità tra questi due ruoli – “la norma c’era” – e ha fatto inoltre presente che il ruolo di presidente dell’Aif non è “né esecutivo, né operativo: le decisioni spettano piuttosto al direttore dell’Aif. “Sono fermamente convinto di non aver commesso alcun reato”, ha dichiarato riferendosi in particolare all’ultima fase della transazione sul palazzo di Londra, quando è stato contattato da mons. Edgar Peña Parra, il quale lo aveva informato che la Segreteria di Stato aveva “perso il controllo” del Palazzo di Londra e aveva avviato una trattativa con Gianluigi Torzi per rientrare nel pieno controllo dell’immobile. “Mi sono sempre confrontato con i superiori, in piena trasparenza, e ho sempre rispettato le leggi vaticane”, ha dichiarato Brühlart rendendo noto di essere stato ricevuto dal Papa e di aver incontrato il segretario di Stato, Pietro Parolin, il 2 marzo 2019 proprio per parlare del palazzo di Londra. Interpellato da Diddi su presunte “attività sospette” nella vicenda in questione, l’ex direttore dell’Aif ha risposto: “c’erano irregolarità, ma c’era anche la volontà del soggetto di fare chiarezza”. Il valore dell’immobile di Londra, ha ricordato Brühlart, era di 270 milioni di euro, e il 3%, pari a circa 10 milioni di euro, era da corrispondere a Torzi. Gli ulteriori 5 milioni versati a quest’ultimo – ha chiesto Diddi – non avrebbero dovuto dare adito a quelle che l’Aif segnala come “attività sospette”? “Io non ho parlato dei 5 milioni – ha risposto l’ex presidente dell’Aif – l’ho saputo quando ho ricevuto via whatsapp una fattura da parte di mons. Carlino”. Poi è stata la volta della continuazione dell’interrogatorio di quest’ultimo per opera degli avvocati di parti civile, che si sono dilungati su argomenti già trattati nel precedente interrogatorio, come ha fatto notare Pignatone, che ha affermato suscitando le risate dei presenti: “Dovremmo finire prima del 2050: questa è una speranza di vita, lo dico io che sono il più vecchio, tranne naturalmente il professor Flick”. Tra le altre cose, mons. Carlino ha smentito di essersi recato a Londra il 1° maggio 2019: “Il primo maggio in Vaticano è festivo”, ha dichiarato: “Ho preso accordi con un amico per andare in campagna, pranzare con le suore e vedere la partita della mia squadra del cuore, che è il Lecce. Non sono mai andato a Londra e non ho minacciato nessuno”. Il presidente Pignatone ha concluso calendarizzando le prossime udienze: il 27 aprile, per l’interrogatorio di Tommaso di Ruzza; il 28 aprile, per l’interrogatorio di Enrico Crasso; il 5 maggio, per il nuovo interrogatorio del card. Becciu su tutti i capi di imputazione, con eventuale proseguimento il 18 maggio; il 19 maggio per Fabrizio Tirabassi e il 20 maggio per la continuazione degli interrogatori non conclusi o gli interrogatori di altri imputati, se ci saranno.

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