Giornata per la vita: mons. Mazzocato (Udine), “non riusciamo ad accogliere figli che chiedono di nascere mentre patiamo un pesante inverno demografico”

“Come credenti il più grande atto di amore che possiamo offrire è la preghiera di supplica rivolta alla misericordia di Dio Padre. Una preghiera umile e sofferta che scaturisce dalla constatazione che, a causa della nostra debolezza umana, non riusciamo ad accogliere nuovi figli che chiedono di nascere, proprio mentre patiamo nei nostri Paesi un pesante inverno demografico. Unito alla preghiera possiamo offrire, quale secondo atto d’amore, la nostra solidarietà e il nostro impegno concreto a favore e a difesa della vita umana”. Lo ha affermato l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nell’omelia pronunciata durante la veglia di preghiera in occasione della 44ª Giornata nazionale per la vita, dedicata quest’anno al tema “Custodire ogni vita”.
Ricordando la “forte espressione” di Papa Francesco che più volte ha parlato di “scarti della società”, l’arcivescovo ha sottolineato che tra questi “è difficile non riconoscere i bambini cui non è stato dato spazio per nascere anche nel nostro Friuli. Spesso le loro mamme non hanno trovato, in famiglia o tra amici e vicini, chi sia stato loro vicino per aiutarle a portare a buon fine la loro gravidanza”. “Piuttosto constatiamo che l’opinione pubblica, anziché essere aiutata a crescere nella compassione, viene abilmente orientata verso una direzione opposta”, ha proseguito, evidenziando che il messaggio della Cei per questa Giornata, riprendendo interventi di Papa Francesco, “fa presente che, passo dopo passo, si così è giunti a rivendicare l’aborto come ‘un diritto’ accanto ad un altro ‘diritto’ che si sta cercando di affermare attraverso referendum: l’omicidio di una persona consenziente”. “Di fronte a tali orientamenti, si deve rafforzare per chi è cristiano l’impegno, prima di tutto, a pregare lo Spirito Santo e la Beata Vergine delle Grazie che veneriamo in questo santuario. Dobbiamo chiedere tanta luce per le nostre coscienze”, l’esortazione di mons. Mazzocato secondo cui “nessuno può considerarsi del tutto immune dall’influenza di una mentalità che, senza che ce ne accorgiamo, comprime il valore intangibile di ogni vita umana. È come un virus che silenziosamente ci corrode per cui, in modo inavvertito, ci ritroviamo malati nell’anima, incapaci di comprendere perché la vita umana non sia mai una proprietà privata che, essendo nella nostra disponibilità, possiamo anche trascurare e addirittura scartare in quanto depauperata del suo valore. Solo la Parola del Vangelo e la grazia di Dio possono risanare una simile coscienza, nostra come di tutta la società”. Dall’arcivescovo anche l’incoraggiamento rivolto a tutti i volontari dei Centri di aiuto alla vita.

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