Nonni e anziani: mons. Savino (Cassano all’Jonio), “recuperiamo la fiducia nell’esempio dei santi Anna e Gioacchino”

“Siete l’essenziale della storia, l’eternità del presente che è passato e si fa futuro, tutti voi siete l’insostituibile al cuore di Dio”. Lo ha scritto il vescovo della diocesi di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, nel messaggio in occasione della prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani. “Rivolgo questa mia all’indirizzo dei vostri occhi stanchi, così pieni di mondo, così pieni di storia, di vissuto da raccontare o di ricordi spenti. Lo faccio perché sento che la storia, ora, ha bisogno di essere riletta, come farebbe Pascoli, con l’inversione del cannocchiale, come i fanciullini: c’è bisogno che i fatti grandi ci appaiano più piccoli e che quelli piccoli, più essenziali, risplendano in forma titanica e dettino le sillabe di un nuovo alfabeto, musicale, intonato sulle modulazioni di una ninna nanna, quella che spesso avete cantato ai vostri nipoti così tante volte, per timore che potessero dimenticarne la melodia da adulti”.
Il tempo che stiamo vivendo – evidenzia mons. Savino – “sembra averci congelato in una sorta di aporia cioè nell’incertezza della difficoltà del cambiamento e questo ha determinato uno smarrimento diffuso e una incapacità di rileggere gli eventi con coraggio, con quello stesso coraggio che ha sorretto, per molti di voi, il racconto di guerre e di storie che agli occhi dei più giovani appartenevano solo ai libri. Abbiamo accumulato un debito nei vostri confronti e la pandemia da Covid-19 ce lo ha ricordato nel momento in cui, chiusi nella vostra solitudine, nelle vostre assenze, vi siete ritrovati a fronteggiare un’altra ennesima battaglia, spesso, con nessuno vicino a cui raccontarla. I sogni, la memoria, la preghiera, sono questi i tre elementi unitari che Papa Francesco ha ricercato per scavare un solco nel presente e per istituire la prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani”. “Non è un caso che questa ricorrenza… si festeggi alla vigilia della festa dei santi Anna e Gioacchino (nonni di Gesù) perché servirà a ricordarci che la storia si ripete”.
“Ecco, ai nonni, alle nonne, agli anziani tutti dico questo: recuperiamo la fiducia nell’esempio di questi santi, facciamoci influenzare dalla loro vita, rendiamoli i veri testimoni della grazia di Dio”.

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