Azzardo: Caritas Lazio, Fondazioni antiusura e Alea, “non c’è tempo da perdere. La Regione attui indicazioni del ministero della Salute”

“Il recepimento immediato” delle Raccomandazioni del direttore generale della Prevenzione sanitaria del ministero della Salute e delle Linee operative per la prevenzione delle patologie dell’azzardo e per l’assistenza alle persone con questa dipendenza e alle rispettive famiglie, “l’annullamento della decisione di prorogare di un anno l’entrata in vigore del distanziamento minimo delle sale scommesse e slot-machine dai luoghi di pubblico interesse” e “un Tavolo di confronto per la programmazione”. Sono le tre richieste delle Caritas del Lazio, unitamente alle Fondazioni antiusura del Lazio e all’Associazione Alea, alla Regione Lazio.
Alla luce delle nuove e recenti disposizioni, infatti, le Caritas del Lazio unitamente alle Fondazioni antiusura del Lazio e all’Associazione Alea, chiedono alla Regione Lazio “i tre interventi che rientrano tra le proprie specifiche competenze e possibilità”. Innanzitutto, “attuare quanto prima le Raccomandazioni del direttore Generale della prevenzione emanando le conseguenti direttive alle Asl. Vengano programmate le verifiche preventive, le ispezioni nelle sale e si coinvolgano i Comuni”. In secondo luogo, occorre “riconsiderare la decisione di sospendere l’entrata in vigore della norma sul distanziamento delle postazioni di gioco dai luoghi sensibili. Si chiede di tornare integralmente a quanto previsto dalla legge regionale del Lazio 5 agosto 2013, n. 5, come modificata il 27 febbraio 2020. Una decisione della Giunta regionale dello scorso 12 maggio ne ha invece rimandato di un anno l’entrata in vigore. Una decisione che, come dimostrano gli ultimi provvedimenti in materia di tutela della salute, si è dimostrata pericolosa e scriteriata”. A tale riguardo, chiariscono le Caritas del Lazio, le Fondazioni antiusura del Lazio e l’Associazione Alea, “proprio grazie alle Linee operative emanate dal ministro Speranza, qualora non vi siano provvedimenti della Regione, chiediamo ai sindaci di emanare Ordinanze per motivi contingibili e urgenti che inibiscono il funzionamento dei punti di gioco fino alla conclusione delle verifiche”.
Infine, è necessario, “istituire un tavolo istituzionale a cui partecipino il Terzo settore e il mondo del volontariato per un confronto su una nuova e più evoluta programmazione in materia sanitaria nell’ambito del gioco d’azzardo patologico, attuando le indicazioni delle Raccomandazioni del direttore generale delle Prevenzione e delle Linee operative firmate dal ministro della Salute”.

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