Minori: Forum famiglie, “accogliere le richieste delle associazioni in materia di affidamento”

“Accogliamo con soddisfazione alcune delle proposte contenute nei diversi disegni e proposte di modifica della legge 184/83 sul tema dell’affidamento familiare per renderla adeguata alla realtà attuale, segno che le Istituzioni e il mondo della politica hanno saputo valorizzare l’esperienza maturata dalle numerose associazioni familiari che cooperano con i servizi sociali, toccando i tasti giusti per un rilancio del tema a livello pubblico, anche per migliorare aspetti che ad oggi ancora non sono ben definiti”: lo dichiara il Forum nazionale delle famiglie, a margine dell’audizione di rappresentanti del Tavolo nazionale affido e del Forum delle associazioni familiari, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti modifiche al codice civile e alla legge 4 maggio 1983, n. 184, in materia di affidamento dei minori.
Per il Forum stamane alla Camera erano presenti la vice presidente Cristina Riccardi, vicepresidente e responsabile del servizio affidi anche di Aibi-Amici dei Bambini, e Massimo Orselli, consigliere con delega all’accoglienza e vice presidente dell’associazione Famiglie per l’accoglienza.
“Apprezziamo l’attenzione posta alla riforma dell’istituto dell’affido familiare normato da una buona legge ma che, alla luce dei cambiamenti sociali e dell’esperienza acquisita, richiede di essere aggiornata – commenta la vice presidente Riccardi -. Alla Commissione Giustizia della Camera dei deputati abbiamo voluto portare proprio l’esperienza delle nostre associazioni perché vengano riconosciute le risorse che queste possono mettere in campo affinché ogni bambino la cui famiglia è in difficoltà, possa godere della stessa tutela ovunque viva. Abbiamo chiesto il riconoscimento del lavoro decennale delle associazioni che, come previsto da alcune proposte di legge, possa avvenire attraverso forme di accreditamento ma anche di sostegno economico”.
Per Orselli, “è necessario che venga garantita in tutti i territori d’Italia l’attivazione di adeguati Centri affido pubblici, dotati di risorse economiche ed umane quantitativamente e qualitativamente adeguate e che siano messi in gioco, anche da parte di tutte le Istituzioni, in maniera strutturale, tutti i sostegni rivolti alla famiglia d’origine e alla famiglia affidataria. Riteniamo inoltre che vada ridefinito il ruolo della casa famiglia eliminando e correggendo l’impropria definizione di ‘comunità di tipo familiare’ con la modifica dell’attuale legislazione, prevedendo distintamente la casa famiglia, la comunità familiare e la comunità educativa ognuna con le sue specifiche caratteristiche”.

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