Messa crismale: mons. Crociata (Latina), “farci compagni di strada dei fratelli con cui condividiamo l’avventura della vita”

“Sono tre gli aspetti caratterizzanti la nostra identità e la missione della nostra Chiesa in questo momento della sua storia. Li indico come spirituale, pastorale ed ecclesiale”. Lo ha detto, stasera, mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, nell’omelia della messa crismale, celebrata nella cattedrale di San Marco, a Latina, nel rispetto delle misure anti Covid-19. “L’aspetto più propriamente spirituale scaturisce dalla celebrazione che stiamo vivendo”, ha evidenziato, spiegando che il vescovo e i presbiteri “hanno il compito di tenere vivo l’organismo sacramentale che continuamente rigenera l’intero popolo e che alimenta il sacerdozio comune di tutti quelli che ne fanno parte”. Dal momento in cui “siamo stati investiti di un tale alto ministero, avvertiamo urgente il bisogno di spenderci senza riserve per esso, affinché al popolo cristiano non manchi il sostegno che il Signore per esso ha preparato con il dono di se stesso nei sacramenti e nella sua Parola”.
Rispetto al “secondo aspetto, più propriamente pastorale, che caratterizza il nostro momento di vita di Chiesa”, il presule ha osservato: “Ci vuole ordine e assiduità di ascolto perché si formi in noi il figlio che siamo, a somiglianza di” Gesù, “nel grembo dello Spirito e nell’orientamento ultimo al Padre. E non è questo ciò che vogliamo e sentiamo di essere chiamati a volere per i nostri ragazzi, per le nuove generazioni di cristiani? Davvero il Signore ci conferma e ci spinge; lasciamo che la sua sollecitazione ci trovi sempre più pronti e disponibili”. Infine, “l’aspetto più ecclesiale, di quella ecclesialità che è consapevole dell’orizzonte più vasto della stessa Chiesa particolare, la quale è completa in se stessa ma non per questo autosufficiente e meno che mai autoreferenziale”. Per questo, ha sostenuto mons. Crociata, “disponiamoci e prepariamoci ad accogliere l’invito che ci viene dal Papa e dall’episcopato nazionale a intraprendere un cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia. È presto per dire qualcosa di preciso sulle sue caratteristiche e sulle modalità; di certo ci chiederà una verifica e una riflessione sul nostro essere Chiesa in questo tempo insieme con tutte le altre diocesi d’Italia”. Il vescovo ha spronato a raccogliere “l’invito del Signore che ci raggiunge attraverso questi tre richiami per vivere all’altezza della nostra vocazione cristiana, come veri contemporanei del tempo che ci è dato e non spaesati, attardati su un passato che non vogliamo far passare o vagheggiatori di un mondo che ancora non trova luogo, bensì semplicemente compagni di strada dei fratelli con cui condividiamo l’avventura della vita in questa fase della storia della salvezza, con l’unico bagaglio che veramente conta, fatto di fede e di Vangelo, di preghiera, di amore fraterno”.

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