Solidarietà: Gruppo Abele, con “Abbraccia una mamma” distribuiti in 3 anni 22.600 pacchi-spesa a 80 nuclei familiari

Il progetto “Abbraccia una mamma”, promosso dal consorzio Abit Piemonte, che fa capo a TreValli Cooperlat, a favore di nuclei mamme-bambino che vivono in condizioni di vulnerabilità, accolti al Gruppo Abele, lanciato tre anni fa, oggi viene riconfermato per altri tre.
Nato per far arrivare i prodotti lattiero-caseari anche a quelle fasce di popolazione fragile che non riescono ad averne accesso stabile per ragioni economiche, si legge in una nota, il progetto è stato “pensato per le esigenze di quelle persone che sono quotidianamente costrette a risparmiare sull’alimentazione e immaginato quindi, come maniera semplice per estendere il diritto al benessere alimentare”. In questi tre anni (dall’inizio del 2018 a fine dicembre 2020) il progetto denominato “Abbraccia una mamma” ha permesso la distribuzione di 22.600 pacchi-spesa a 80 nuclei familiari.
Particolarmente importante è stato il contributo durante l’ultimo anno di progetto quando, a causa della diffusione del Covid e di fronte al precipitare oggettivo delle situazioni di povertà relativa in vera e propria indigenza, la distribuzione di prodotti lattiero-caseari è stata per molte famiglie ben più che un intervento accessorio.
“Da sempre riteniamo che per costruire una società più equa non bastino misure assistenziali – dice Francesca Monza vicepresidente del Gruppo Abele -, tanto più in questa situazione in cui, a causa della pandemia, abbiamo visto l’acuirsi e il diffondersi delle condizioni di povertà. In questo senso il progetto ‘Abbraccia una mamma’ è sì una misura per rispondere a un bisogno essenziale, ma in una prospettiva di necessario cambiamento. Per questo, l’obiettivo del nuovo triennio rimane quello di non rispondere solamente ad alcune esigenze primarie, ma anche di garantire un’alimentazione quanto più sana possibile, spezzando l’assioma secondo cui a un tasso maggiore di povertà debba coincidere una minore qualità di consumo. L’alimentazione è un diritto essenziale e in questi tre anni l’obiettivo è stato raggiunto. Stando infatti a un questionario presentato alle mamme coinvolte nel progetto, il 61% delle famiglie ha cambiato le abitudini alimentari, orientandosi su prodotti freschi e il 50% delle famiglie ha radicalmente cambiato il modo di fare colazione”.
Grazie al progetto “Abbraccia una mamma” in tre anni è stato possibile allestire anche uno spazio giochi sicuri adatto ai bambini all’interno della Fabbrica delle “e”, sede del Gruppo Abele, e della Drop House, centro diurno per donne in situazioni di vulnerabilità del Gruppo Abele a Barriera di Milano. Per il prossimo triennio, gli obiettivi saranno “estendere il numero dei nuclei familiari beneficiari dei prodotti alimentari, passando da 80 a 100; organizzare per ogni anno di collaborazione gite in fattoria per i bambini e per le mamme coinvolte nel progetto; rendere gli spazi del Gruppo Abele più ‘a misura di bambino’ e creare momenti di formazione ed educazione sul benessere alimentare destinati alle mamme”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa