Disarmo: card. Parolin, “riconsiderare il nostro concetto di sicurezza”

“Riconsiderare il nostro concetto di sicurezza”, che “non si può basare sulla minaccia della distruzione reciproca e sulla paura, bensì deve trovare il proprio fondamento nella giustizia, nello sviluppo umano integrale, nel rispetto dei diritti umani, nella cura del creato, nella promozione di strutture educative e sanitarie, nel dialogo e nella solidarietà”. È la ricetta per il post-pandemia fornita dal cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, in un videomessaggio inviato all’apertura del convegno “La conversione delle armi nucleari? Conviene!”, organizzato dal “Comitato per una civiltà dell’amore” e svoltosi oggi presso la Sala stampa del Sacro Convento di Assisi. Secondo il cardinale, “l’obiettivo ultimo dell’eliminazione totale delle armi nucleari è al tempo stesso una sfida e un imperativo morale e umanitario”, e “un approccio concreto dovrebbe promuovere una riflessione su un’etica della pace e della sicurezza multilaterale e cooperativa, che vada al di là della paura e dell’isolazionismo che permeano molti dibattiti attuali”. In particolare, Parolin cita la decima conferenza di revisione del Trattato di non-proliferazione nucleare, in programma a gennaio, definita “un momento cruciale per la comunità internazionale e in particolare per le potenze nucleari” per “dimostrare chiaramente la capacità di comprendere le sfide odierne, di affrontarle e di risolverle”. “Quanta dispersione di risorse c’è per le armi, in particolare per quelle nucleari?”, si chiede Parolin citando il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace del primo gennaio scorso e riproponendo l’urgenza di istituire “un fondo mondiale per potere eliminare definitivamente la fame e contribuire allo sviluppo dei Paesi più poveri”.

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