Mozambico: Wfp, “grave escalation del conflitto a Capo Delgado, 300.000 sfollati”

Il World food programme (Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite) è preoccupato per l’escalation del conflitto e per il peggioramento della sicurezza alimentare a Cabo Delgado, in Mozambico, dove oltre 300.000 persone sono fuggite dalle proprie case e dai villaggi, abbandonando i campi e costringendole a fare affidamento solo sull’assistenza umanitaria. “A causa della crescente insicurezza e delle povere infrastrutture – ha detto Antonella D’Aprile, rappresentante Wfp in Mozambico – diventa sempre più difficile raggiungere chi ha bisogno, e ora con il Covid-19 la crisi si complica ulteriormente”. L’insicurezza e le violenze crescenti hanno aumentato la minaccia della fame nella province del nord di Cabo Delgado, dove le comunità non hanno più accesso a cibo e a fonti di reddito. Inoltre, informano gli operatori sul campo, “migliaia di rifugiati hanno attraversato il confine con la Tanzania, aggravando le preoccupazioni della comunità internazionale su una regionalizzazione del conflitto”. Riguardo alla pandemia al momento “il secondo numero più alto di casi registrati di Covid-19 nel Paese è a Cabo Delgado, e gli spostamenti di popolazione potrebbero accelerare la diffusione del virus”. Il Wfp, in collaborazione con il governo, prevede di raggiungere 310.000 persone ogni mese nelle province di Cabo Delgado, Nampula e Niassa con cibo, vouchers e sostegno nutrizionale. Ma ha urgente bisogno di 4,7 milioni di dollari al mese per assistere gli sfollati, altrimenti “sarà costretto a ridurre le razioni alimentari a partire da dicembre”.

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