Stati generali: Michel (Consiglio europeo), “Italia ha indicato la strada per la prima risposta al Covid-19. Ora serve piano di ricostruzione e rilancio”

Foto SIR/UE

“Prima di tutto, voglio rendere omaggio all’Italia, che, in questa fase della crisi senza precedenti che il mondo sta attraversando, indica la strada agli altri Paesi europei, così come ha fatto all’inizio della pandemia. È vero che, per un momento, il resto dell’Europa ha guardato all’Italia e al propagarsi del virus con incredulità, forse persino con distacco. Ma oggi sappiamo che sono state le autorità italiane a indicare la via da seguire, con misure successivamente replicate dagli altri governi”. Parole di Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, agli Stati generali in corso a Roma. “Sono stati soprattutto i cittadini italiani a dare agli altri europei l’esempio di una disciplina, di una resistenza e di un coraggio che hanno permesso di arrestare progressivamente la propagazione dell’epidemia”. Per Michel a livello Ue i 27 capi di Stato e di governo devono “trovare un accordo sul piano europeo volto a stimolare le nostre economie, in base al progetto elaborato dalla Commissione europea su richiesta del Consiglio… Ritengo utile ricollocare tale progetto nel quadro dei nostri obiettivi globali, al fine di comprendere correttamente gli elementi che – lo spero – ne renderanno possibile la concretizzazione. Questi obiettivi globali possono riassumersi in due parole: ricostruire e trasformare”.
“Ricostruire è ovviamente la necessità più urgente. Dobbiamo riavviare le nostre economie dopo che si sono praticamente fermate. L’integrità del mercato interno, ostacolata dal ripristino dei controlli alle frontiere interne, deve essere ristabilita”. La crisi Covid-19 “ha messo in evidenza la necessità di riorientare le nostre economie e le nostre società. Dobbiamo rendere le nostre economie, i nostri sistemi sanitari e anche la capacità d’azione dei nostri Stati più resistenti agli shock. In particolare questo significa, per l’Europa, conseguire una maggiore autonomia strategica, soprattutto a livello industriale; ma vuol dire anche rafforzare la nostra influenza nel mondo, sia per difendere il multilateralismo fondato su regole, che è garanzia di cooperazione e di pace, sia per preservare gli interessi dei cittadini e delle imprese europei”. Michel ha poi ricordato le difficili trattative per il Next Generation Eu, piano di rilancio dell’economia europea. “Ora più che mai, questi negoziati sono irti di difficoltà, poiché costringono tutti gli Stati membri a riconsiderare determinati principi cui sono fedeli da così lungo tempo. Per il buon esito di simili negoziati, tutti i partecipanti dovranno sforzarsi di guardare e comprendere le cose dal punto di vista degli altri, e quindi accettare di mettere in discussione i propri preconcetti”.
“Ed ecco la mia seconda osservazione: gli obiettivi che i 27 si sono prefissati e che ho menzionato poc’anzi sono obiettivi comuni. E oggi, molto più di due o tre mesi fa, penso che i 27 siano consapevoli del fatto che l’operazione di solidarietà finanziaria che tentiamo di realizzare non è questione di carità, ma rientra piuttosto nell’effettivo interesse di ciascuno di noi. Tutti noi condividiamo l’interesse vitale di ristabilire pienamente il nostro grande mercato interno, di preservare la stabilità della zona euro e di rafforzarla. L’obiettivo è dunque comune”.

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