Australia: card. George Pell, “il punto era se avevo commesso o no questi terribili crimini e io non li ho commessi”

“Mi sono sempre dichiarato innocente ed ho sofferto per aver subito una grave ingiustizia. Tutto si è risolto oggi con la decisione unanime dell’Alta Corte. Non vedo l’ora di leggere la sentenza e le ragioni della decisione nel dettaglio. Non provo però nessun risentimento verso chi mi ha accusato né credo sia stato mosso per cattiva volontà; non voglio che la mia assoluzione aggiunga dolore alla ferita e all’amarezza che molti provano; c’è abbastanza sofferenza e abbastanza amarezza. Il mio processo non è stato un referendum sulla Chiesa cattolica; né un referendum su come le autorità della Chiesa in Australia hanno affrontato il crimine di pedofilia. Il punto era se avevo commesso o no questi terribili crimini e io non li ho commessi”. Si apre con queste parole la lunga dichiarazione del card. George Pell, pubblicata subito dopo il proscioglimento da ogni accusa deciso, stamattina, con una sentenza dell’Alta Corte australiana. “L’unica base per la guarigione a lungo termine è la verità e l’unica base per la giustizia è la verità, perché la giustizia implica verità per tutti”, scrive il cardinale. Nel comunicato, Pell ringrazia tutti coloro che hanno pregato per lui e lo hanno sostenuto anche attraverso le migliaia di lettere che gli sono arrivate in questo periodo di detenzione. “Voglio ringraziare in particolare la mia famiglia per l’amore e il supporto e per ciò che ha dovuto vivere”. I ringraziamenti si estendono quindi alla sua piccola squadra di consulenti, amici e soprattutto al team legale per “la ferma determinazione a far prevalere la giustizia, far luce sull’oscurità prefabbricata e a rivelare la verità”.

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