Scuole paritarie: Cism e Usmi, “il 30% destinato alla chiusura senza un intervento serio dello Stato”

“Le Conferenze dei religiosi e delle religiose in Italia sono grate alla Conferenza episcopale italiana per l’appello lanciato sulla situazione limite delle scuole pubbliche paritarie, tramite il sottosegretario don Ivan Maffeis”. Lo scrivono Cism e Usmi in una nota in cui segnalano la consapevolezza che “senza un intervento serio dello Stato, il 30% delle scuole pubbliche paritarie sarà destinato a chiudere entro settembre, se non si dichiarerà bancarotta già entro maggio almeno per alcune”. “Si continua a erogare un servizio pubblico e non ci sono più soldi per pagare i dipendenti; si pagano tutte le utenze ma non arrivano rette sufficienti per far fronte alle spese di gestione – si legge nel comunicato -. Siamo oltre il limite, non ci sono le condizioni per arrivare fino a giugno 2020, se non indebitandoci ulteriormente”.
La preoccupazione di Cism e Usmi è per “lo stralcio degli emendamenti a favore del sostegno reale della scuola pubblica paritaria dalla bozza del Decreto Cura Italia”. “Auspichiamo, pertanto, che ci sia una riconsiderazione di questo nel passaggio al Senato, che avverrà nei prossimi giorni”. La richiesta al governo è quella di “un fondo straordinario, unica misura realmente efficace e non elemosina, o garantire la detraibilità del 100% delle rette sostenute dalle famiglie”. “Senza un intervento consistente, le briciole avranno l’unico risultato di allungare l’agonia, o ritardare il suono dell’ultima campanella”, è il monito dei superiori. In cambio l’impegno è quello di offrire allo Stato la possibilità di “utilizzare, previo accordo, parte degli edifici degli istituti delle scuole pubbliche paritarie, in una sorta di ‘patto educativo e civico’”.

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