Coronavirus Covid-19: Msf, “lotta a epidemia non sia lasciapassare per nuove tragedie nel Mediterraneo”

“I governi europei devono smettere di usare la pandemia di Covid-19 per portare avanti pericolose politiche di contenimento della migrazione e devono rimuovere subito gli ostacoli che impediscono alle organizzazioni umanitarie di salvare vite in mare”. È l’appello rivolto, attraverso una nota, a livello internazionale da Medici senza frontiere (Msf) dopo i drammatici eventi del weekend di Pasqua nel Mediterraneo centrale.
“Come organizzazione medica d’emergenza impegnata nella risposta alla pandemia in Europa e nel mondo, Msf conosce perfettamente le durissime sfide imposte dal Covid-19 – dichiara Annemarie Loof, responsabile delle operazioni di Msf -. Ma salvaguardare la salute delle persone a terra e rispondere al dovere di salvare vite in mare non sono azioni che si escludono a vicenda”.
“La richiesta della Germania alle organizzazioni tedesche di fermare le operazioni Sar e la decisione di Italia e Malta di chiudere i propri porti alle persone soccorse sono discriminatorie e sproporzionate – continua Loof -. Nel migliore dei casi sono reazioni istintive e male informate, nel peggiore è un tentativo cinico e deliberato di fare leva sulle preoccupazioni di salute pubblica per vietare le azioni salvavita, chiudendo la porta a persone in disperato bisogno di protezione. Msf teme che gli Stati stiano strumentalizzando le misure di controllo dell’epidemia per giustificare la violazione del diritto internazionale e i principi umanitari, lasciando persone vulnerabili a morire a confini dell’Europa”.
Nella nota Msf annuncia anche che, “pur avendo una nave e team medici, umanitari e di soccorso pronti a tornare in mare, gli ostacoli imposti all’azione umanitaria nel Mediterraneo sono stati ulteriormente aggravati dalla pandemia, impedendo a Msf e Sos Mediterranee di trovare un accordo sul possibile ritorno in mare e compromettendo la fattibilità della partnership”. “Msf e Sos Mediterranee concordano sulla vitale necessità dell’azione salvavita in mare. Ma per Sos Mediterranee per riprendere le attività di soccorso servono ulteriori rassicurazioni da parte degli Stati sull’assegnazione del porto di sbarco, mentre per Msf prevale l’imperativo umanitario di salvare quelle vite, che rischiano di annegare mentre continuano a fuggire dalla Libia. Per questo, pur riconoscendo la complessità della situazione, MSF ha preso la difficile decisione di porre fine alla partnership” spiega Loof.

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