Coronavirus Covid-19: dalla Missione cattolica italiana di Lucerna 11.500 franchi svizzeri a sostegno della comunità di Bergamo

Hanno raccolto oltre 11mila franchi svizzeri per dare il loro contributo alle strutture sanitarie e alle famiglie in alcune fasi più delicate della cura dei malati. L’iniziativa è della Missione cattolica italiana di Lucerna, in Svizzera, guidata da don Mimmo Basile ed è andata a favore del progetto “Abitare la cura” promosso dalla diocesi di Bergamo, dal quotidiano “L’Eco di Bergamo” e dalla locale Confindustria. “Come italiani residenti all’estero anche se lontani dagli affetti familiari, sentiamo forte il legame con la nostra Terra e con la nostra comunità di origine; e ci tengo a precisare che non abbiamo reagito sul fatto dell’emozione, ma ci siamo detti che come cristiani non potevamo rimanere indifferenti dinanzi alla tragedia che si consumava a casa nostra e che dovevamo
assolutamente fare qualcosa per le nostre comunità in Italia”, spiega a www.migrantesonline.it don Basile: “Così come avevamo già fatto anche in altre circostanze e per altre situazioni di emergenza (terremoti, calamità naturali, progetti in Africa, in India, in America latina) ci siamo messi all’opera. Se siamo parte di una grande famiglia, che è la chiesa, che è il mondo intero, è un dovere collaborare e contribuire, anche se con poco o attraverso una piccola goccia”. L’idea è venuta proprio dalla Missione cattolica italiana che hanno espresso al sacerdote la volontà di “fare qualche cosa” a favore delle Comunità del nord Italia colpite duramente dal Coronavirus, e così “abbiamo pensato da subito di raccogliere delle offerte per far fronte ai bisogni essenziali”. E dal momento che don Basile ha lanciato il progetto attraverso diverse chat di WhatsApp, i fedeli della Missione cattolica italiana si sono immediatamente attivati ed hanno subito dato il proprio contribuito. “Così nel giro di una settimana circa siamo riusciti a inviare 11.500 franchi svizzeri al progetto”, racconta don Basile: “Quando abbiamo appreso attraverso i media tutto ciò che stava succedendo in Lombardia e in particolare a Bergamo e nella sua provincia, il nostro pensiero è andato subito a Papa Giovanni XXIII” al quale è dedicato il Centro pastorale della Missione cattolica italiana inaugurato nel 2011 e anche a tanti bergamaschi, sacerdoti e non, emigrati in Svizzera da lungo tempo, “pionieri dell’emigrazione italiana”.
In questo tempo di emergenza a causa della pandemia, “ci stiamo attivando anche noi, impegnandoci ad essere vicino alla nostra comunità di lingua italiana e come dice Papa Francesco stiamo cercando di mettere in moto la ‘creatività del cuore’”, spiega ancora il sacerdote di origine calabrese. Attraverso la pagina di Facebook della Mci vengono inviate in streaming tutte le celebrazioni eucaristiche mentre i collaboratori della Mci insieme al missionario stanno raggiungendo telefonicamente a casa molti dei parrocchiani soprattutto quelli che non dispongono di cellulari e non possono uscire di casa perché anziani, malati o con patologie a rischio.

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