Coronavirus Covid-19: Kluge (Oms Europa), “se sono in atto misure adeguate, le scuole non rappresentano un rischio maggiore di infezione rispetto a qualsiasi altro luogo pubblico”

“Sebbene i bambini non siano i driver di questa pandemia, rischiano di essere tra le sue maggiori vittime”: “in gran parte risparmiati dagli effetti diretti sulla salute, le misure messe in atto per controllare la pandemia stanno avendo un profondo effetto sulla loro salute e sul loro benessere”. Questo ha detto Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’Oms Europa, intervenendo al secondo incontro di alto livello organizzato congiuntamente dall’ufficio europeo dell’Oms e dal ministero della Salute italiano. Scopo dell’incontro: come “ridurre al minimo l’impatto a lungo termine sulla salute dei bambini, determinando strategie solide e sostenibili per affrontare il divario digitale e altre sfide specifiche che devono affrontare nell’apprendimento. “Coraggioso e positivo”, secondo Kluge, è il fatto che gli alunni siano tornati a scuola in presenza nell’anno scolastico cominciato a settembre. E se anche l’Europa oggi “è di nuovo l’epicentro della pandemia”, “diciamo con certezza che la chiusura delle scuole dovrebbe essere l’estrema ratio”. Da un lato, infatti, “la chiusura delle scuole e gli interventi, come l’apprendimento a distanza, possono avere un effetto negativo sui risultati scolastici a lungo termine dei bambini”, tanto più su quelli con disabilità o su chi si trova in ambienti vulnerabili; per altro verso “se sono in atto misure adeguate e coerenti, le scuole non rappresentano un rischio maggiore di infezione per bambini, insegnanti e altro personale rispetto a qualsiasi altro luogo pubblico”.

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