Persone sordocieche: Lega del Filo d’Oro, “no a esclusione sociale. Servono piena attuazione legge 107/2010 e riconoscimento Lis”

Le persone sordocieche e pluriminorate psicosensorali sono a rischio di totale esclusione sociale, ma nessuno deve essere lasciato indietro.  E’ il monito lanciato dalla Lega del Filo d’Oro in vista della Giornata internazionale delle persone con disabilità che ricorre il 3 dicembre perché, si legge in un comunicato, “a causa delle limitazioni imposte per contenere la seconda ondata della pandemia di Covid-19, le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali rischiano di vivere totalmente isolate dalla società, e le loro famiglie di dover sopperire ai servizi assistenziali e riabilitativi erogati a singhiozzo o fortemente ridotti”. Inoltre,” la mancata piena attuazione della legge 107/2010, che riconosce la sordocecità come una disabilità unica e specifica, e il riconoscimento della Lis e della Lis tattile, che ancora si fa attendere, escludono di fatto le persone sordocieche dalla vita quotidiana”. Nel nostro Paese si stima vi siano 4.360.000 persone con disabilità; di queste, quasi 190 mila hanno perso in tutto o in parte vista e udito. Per loro, e per i loro caregivers, “la pandemia di coronavirus è estremamente rischiosa”, prosegue il comunicato. Per Rossano Bartoli, presidente della Lega del Filo d’Oro, il “diritto all’inclusione nella società” deve essere “una priorità di tutti”, sia attraverso “la piena attuazione della legge 107/2010, sia con interventi, servizi e ausili atti a garantire condizioni di vita migliori e maggiore livello di partecipazione sociale”. Il riconoscimento della Lis e della Lis tattile “consentirebbe a una persona sordocieca di beneficiare di un interprete cui potersi avvalere ad esempio in condizioni di emergenza, come ad un pronto soccorso”. “Ora – conclude – Francesco Mercurio, presidente Comitato persone sordocieche della Lega del Filo d’Oro – auspichiamo che le persone con disabilità e in particolar modo le persone sordocieche” possano rientrare “tra quelle fasce di popolazione fragile, dopo i medici e gli operatori sanitari e sociali, che potranno beneficiare del vaccino”.

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