Messale Romano per le diocesi dello Zaire: card. Tomasi, “può dare qualche indicazione pratica all’Amazzonia”

“La tradizione cristiana che si adatta al mondo africano ha veramente radici apostoliche, ma nel caso dell’Africa subsahariana è un fenomeno più recente”. A farlo notare è stato il card. Silvano Tomasi, delegato speciale per il Sovrano Militare Ordine di Malta, intervenuto alla presentazione, in diretta streaming, del Messale Romano per le diocesi dello Zaire, edito dalla Libreria Editrice Vaticana. “Questo libro – ha detto il cardinale – immette nel contesto di una visione di Chiesa che Papa Francesco sta promuovendo: una Chiesa inclusiva, una Chiesa che esprime l’anima della popolazione locale, dove il Vangelo deve essere vissuto giorno per giorno”. In questo contesto, “questo primo adattamento del Messale romano, della liturgia romana ad un contesto culturalmente molto diverso quale quello del Congo, mostra che è possibile adattare alle esigenze culturali e alla sensibilità umana locale l’espressione liturgica cristiana, senza perdere l’unità fondamentale della comunità cattolica, che vuol dire appunto universale”. Tra gli aspetti liturgici tipici della tradizione congolese, Tomasi ha citato il culto degli antenati e ha specificato: “Non è uno sforzo superficiale, occasionale, di colore, di piccoli gesti che dovrebbero accontentare l’esigenza di identificazione locale della comunità cristiana, ma si va più in profondità, si tocca l’anima della gente”. “Questo cammino può diventare esemplare”, ha detto il cardinale: “Può dare qualche indicazione pratica su come l’Amazzonia, dopo il Sinodo, può sviluppare un suo modo di celebrare la liturgia”. “In questo processo di secolarizzazione che sperimentiamo nell’Europa occidentale e nel contesto nordamericano – ha concluso Tomasi – attraverso questo volume abbiamo la possibilità di scoprire che c’è un’altra maniera di integrare la fede e l’espressione della vita quotidiana. Può essere una bella lezione”.

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